Fibra di carbonio, dubbi e controlli
Fibra di carbonio, dubbi e controlli
29 mar 2011

La situazione è spinosa, come sempre quando si parla di garanzie. Il pubblico è prevenuto, le aziende pure. E parlando di fibra di carbonio ci si metta anche la “misteriosità” del materiale che si presta ad interpretazioni diverse.
Questo articolo nasce da una lettera di un lettore che riassume molti dei problemi in cui si riconosceranno, ahimè, tanti clienti di diversi marchi.
Gianfranco ha acquistato un telaio di marca. Ha affrontato una spesa importante ed ora, senza aver avuto alcun incidente, si trova tra le mani un telaio inservibile e non riconosciuto in garanzia dalla casa madre.
La vicenda è emblematica e porta con sé diversi spunti. Ecco la lettera di Gianfranco:
“...ho acquistato un telaio Specialized Tarmac Sl3 a ottobre 2010 quando l'ho portato a far montare i componenti avevamo notato una lesionatura sul tubo orizzontale ma il mio meccanico mi disse che poteva essere un difetto di vernice, dopo la quinta uscita mentre lo stavo pulendo ho visto in quel posto una bella lesionatura. Ho avvisato il mio rivenditore nel frattempo la domenica successiva ho provato a uscirci ma sono dovuto ritornare a casa perché c'è stato un altro cedimento in quel punto. Ho mandato il telaio dal mio rivenditore il quale l'ha spedito alla Specialized Italia. Dopo l’analisi del responsabile delle garanzie, mi è stato detto che la lesionatura è causa accidentale. Mi hanno proposto un'offerta commerciale su un telaio nuovo. Ma è mai possibile che un telaio di 2.700 euro di listino uscito difettoso non venga sostituito?...”
Come potete immaginare, la questione è delicata. Da una parte il lettore ha sicuramente diritto a godere del suo telaio perfettamente funzionante, dall’altra l’azienda porta le sue ragioni. Noi di Cyclinside.com abbiamo contattato direttamente Specialized Italia BC per fare chiarezza.
«Purtroppo il danno presente su quel telaio - ci hanno risposto dal controllo qualità - è chiaramente dovuto ad un fattore accidentale. Le analisi che abbiamo effettuato non lasciano spazio a dubbi».
Che fare dunque? Il lettore, istintivamente (e possiamo capirlo) punta il dito sull’azienda che ha realizzato il telaio. È anche giusto, però, dare delle spiegazioni in più: Specialized Italia non è un semplice importatore, è una filiale che lavora a stretto contatto con la casa madre americana. E il personale segue aggiornamenti continui nella sede centrale per potersi comportare sempre in maniera professionale e agire di comune accordo con la base californiana. «Tant’è che in caso di rotture dubbie - spiegano da Specialized Italia - le indicazioni sono chiaramente a favore del cliente: il telaio va sostituito».
A questo punto, stante la buona fede delle due parti, l’attenzione si sposta sul venditore. Non senza aver tirato le orecchie al meccanico che ha montato il telaio. Un professionista avrebbe dovuto accorgersi del problema e, quanto meno, farsi venire il dubbio. Così, di fatto, ha mandato in giro un suo cliente su una bicicletta potenzialmente pericolosa. Inoltre, avendo usato il telaio, diventa anche più difficile dimostrare che il danno non sia avvenuto per cause dell’utilizzatore. Insomma, un bel pasticcio che, a quanto ci ha informato Gianfranco nella corrispondenza successiva, avrà un seguito in tribunale.
E se il telaio fosse caduto al momento di tirarlo fuori dalla scatola? In questo caso, appunto, la responsabilità potrebbe spostarsi sul venditore, ma anche qui è tutto da dimostrare. Gianfranco, intanto, resta senza telaio, che pure non ha pagato poco e naturalmente avrebbe tutto il diritto di utilizzarlo.
Più in generale il discorso si sposta sulla sicurezza del carbonio. «Possibile che siano così fragili i telai in fibra di carbonio?» iniziano a chiedersi diversi utenti del carbonio. E se cercate, non c’è telai piuttosto famoso che non sia citato tra i vari problemi. In questo caso abbiamo parlato della casa americana perché siamo partiti da un caso specifico, ma c’è anche da considerare una proporzione di diffusione. Specialized sta vendendo tantissimi telai in Italia, così come altri marchi di primo livello. È normale che i problemi siano numericamente di più, ma andrebbero rapportati ai telai venduti per avere una effettiva incidenza delle problematiche. E probabilmente si scoprirebbe di essere comunque nella media.

Particolare di lavorazione di un telaio. In questa fase i tubi vengono accostati prima della fasciatura.
Infine, un cenno va fatto alla competenza del personale che verifica i telai. Ormai la fibra di carbonio non è più un materiale giovane e di esperienza se n’è accumulata parecchia in questi anni. Insieme all’esperienza di lavorazione si è accumulata anche esperienza nel valutare i danni ed è quasi sempre possibile distinguere tra difetto di fabbricazione e incidente. Nonostante questo la percentuale di incidenti che si cerca di far passare come cedimenti è molto alto. Ci provano in tanti, insomma, spesso spalleggiati dai propri rivenditori.
Il terreno è scivoloso ed è importante essere sicuri di fare le cose per bene.
Indicativo in questo senso l’indagine portata avanti anche dalla rivista Bicitech: quasi metà delle rotture occorse (in questo caso non si parla solo di fibra di carbonio) sono imputabili ad un errore di montaggio. Un dato impressionante che lo diventa ancora di più se si considerano le rotture che avrebbero potuto essere state “prese per tempo” con un’analisi dell’oggetto rotto. Insomma: ok il fai da te, ma è indispensabile rispettare alla lettera le istruzioni di montaggio e utilizzare le chiavi adatte. Tanto per rimanere in tema la situazione appare ancora più desolante parlando di rotture di viti e filetti. L’incidenza dell’errore umano in questo caso è ancora maggiore.
Di fibra di carbonio, invece, si parla nel numero di aprile 2011 di Ciclismo che trovate in edicola proprio in questi giorni. Lì troverete il servizio realizzato da Guido Rubino sulla fibra di carbonio con gli approfondimenti sul materiale e i consigli per non sbagliare.
Ulteriori informazioni sulla fibra di carbonio sono disponibili su questa pagina.
Si ringrazia ATR Group per le immagini che ha gentlmente fornito per le analisi sulla fibra di carbonio.

Un telaio in alluminio/carbonio nello stampo di lavorazione.
L'immagine risultante da una termografia. In questo caso si tratta di una testa forcella che appare assolutamente regolare e senza problemi interni che verrebbero evidenziati facilmente da questo tipo di indagine.
La preparazione della termografia.
Qui sopra, invece, un controllo ad ultrasuoni (si tratta di un pezzo automobilistico) che mette in evidenza le irregolarità della risposta della parte.
L'analisi di un elemento in carbonio ai Raggi X. In questo caso è il pezzo di un'automobile.






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