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La crisi c'è e si vede?

02 gen 2009

fieraTempo di crisi anche per il settore ciclistico? La frenata c'è, inutile nasconderlo, però la bicicletta è uno di quei beni cui difficilmente si vuole rinunciare. Come il telefonino o il televisore all'ultima moda. Non è un caso che proprio questi prodotti siano quelli che hanno fatto da traino per le spese natalizie appena concluse. Segno che per certe cose, in Italia, non si rinuncia a spendere. Per ora. Il mercato della bicicletta si può distinguere in tre settori:
1.    Il basso di gamma, con le biciclette entry level. Non consideriamo quelle da supermercato ma quelle già  con un minimo di qualità . Come spesa siamo entro i 1.000 euro.
2.    La media gamma. Comprende biciclette con telai già  dotati di materiali più ricercati. Il carbonio, già  presente in qualche bici di fascia più bassa, qui si evolve in un prodotto più tecnico. Non fa solo presenza estetica ma conferisce leggerezza e rigidità.
3.    L'alta gamma. In questa fascia ci sono le biciclette dai prezzi che sembrano impossibile per un mezzo a pedali. Però c'è il trionfo della leggerezza e della rigidità . Materiali all'ultimo grido della moda e della tecnologia. Il carbonio la fa da padrone ma troviamo anche titanio e magnesio anche misti tra loro. In questi tre settori i venti di crisi soffiano con impeti diversi. La risposta è facile da un certo punto di vista: ogni livello di spesa si rivolge a fasce di mercato differenti. Certo la frenata economica si sentirà  in questo senso ma è interessante notare come l'alta gamma non risenta praticamente di questo problema. Non è il mercato del ciclismo a dirlo, ma chi aveva i soldi da spendere prima li ha ancora oggi. La crisi riguarderà  sicuramente le bici di fascia bassa, dai supermercati in su, perché ovviamente ci si preoccuperà  più ad altre cose ora che non a cambiare bicicletta. Al massimo si comprerà  un accessorio nuovo e ci si fermerà  lଠaspettando tempi migliori e tranquillità . Tuttavia i produttori hanno comunque di che lamentarsi. Ormai sono ben pochi i marchi rimasti solamente nell'altissima gamma. Tutti hanno in catalogo biciclette più economiche che venderanno con maggiore difficoltà  e a questo problema non si potrà  sfuggire. Ma c'è anche chi in questa crisi vede dei lati positivi. Può essere, infatti, una buona occasione per ripulire un po' il mercato. Lo scorso anno più che mai avevamo avuto la sensazione, nelle fiere di settore, che ci fossero esposti troppi marchi per poche bici. Troppi modelli sono davvero poco diversi l'uno dall'altro e se togliessimo la vernice sarebbe impossibile stabilire quale telaio sia di chi. E scopriremmo anche telai perfettamente uguali tra loro anche se presentati differentemente. Il vento della crisi, insomma, potrebbe avere anche un aspetto positivo per il mercato della bicicletta. Potrebbe rilanciare le idee rispetto alla standardizzazione di questi anni. Stimolando la competitività  e la ricerca porterà  nei negozi prodotti migliori e più tecnologici. Probabilmente alcune ditte anziché offrire un catalogo completo per ogni settore si concentreranno meglio su ciò che sanno fare meglio, riducendo i coti ma anche migliorando dove sanno fare meglio.



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