Piccolo trattato di ciclosofia di Didier Tronchet
Piccolo trattato di ciclosofia di Didier Tronchet
14 lug 2010
C'è una filosofia nell'andare in bicicletta? Certo che sì, così come c'è nell'utilizzare anche altri mezzi di locomozione in cui l'utente possa dedicarsi anche al pensiero del viaggio, oltre che a quello della destinazione. Ma questo a Didier Tronchet, autore del “Piccolo trattato di Ciclosofia” edito in Italia da Il Saggiatore, non ditelo. Lui è un filosofo della bicicletta di cui decanta gli incondizionati vantaggi di chi vive in una grande città come Parigi, ma non solo. E non vede quasi mezzi di traporto alternativi, soprattutto per le città.
Il libro è un lungo paragone, quasi una sfida, tra ciclista ed automobilista. Libero di andare ovunque il primo (anche di contravvenire - magari senza esagerare - alle indicazioni della segnaletica), intrappolato nel suo guscio il secondo, in una posizione decisamente meno affascinante.
La bicicletta è un formidabile modo di trasportarsi nella città, ma anche un generatore di buon umore. “Nessuna delle nostre piccole sofferenze resiste a un buon colpo di pedale” afferma sicuro Tronchet nelle pagine del suo libro.
E il buon umore dell'autore traspare nel suo scrivere, come se parlare di bici fosse anche un po' pedalare. E questo fa bene alla mente. La bicicletta vince senza appello rispetto all'automobile. È pericolosa? Nient'affatto. Sono le automobili a risultare pericolose per le bici. La differenza è sottile, ma c'è.
Automobilisti e ciclisti sono divisi inesorabilmente dal modo di affrontare la strada, ma Didier Tronchet esorta anche loro a salire in bici. Assaporare la città in bicicletta è come vedere un film in cinemascope dopo averlo osservato con un televisore tascabile. Sì, perché in bici non c'è la costrizione del parabrezza che limita la visuale, si appanna e inquadra solo i paraurti delle automobili che precedono.
Alcuni concetti espressi da Tronchet potrebbero essere eretti a bandiera di una pacifica invasione della città. Le nostre città - nota l'autore - sono fatte molto più per pedoni e biciclette. Averle adattate all'automobile è stata solo una forzatura innaturale. Come dargli torto guardando certe strade che hanno violentato i nostri centri storici?
Fa notare anche che le città costruite a misura di automobile hanno ottenuto solo un inevitabile allontanamento delle persone.
Andare in bicicletta, insomma, conviene a tutti. E leggere questo libro sarà un piacere per chi fa della bicicletta un mezzo e un fine per la propria vita.
Pedalare, in fondo, conviene davvero a tutti.
Leggendo questo libro i ciclisti troveranno sostegno alle loro convinzioni, chi non pedala (o trova scuse per non farlo) potrà capire meglio il mondo parallelo dei ciclisti.
Scheda libro
Editore: Il Saggiatore Tascabili
Data uscita 14/05/2009
Pagine160
Lingua Italiano
Prezzo: Euro 9,00
EAN 9788856500677






inserisci un commento
totale 0 commenti: