Premessa: il libro è una lettura piacevole ed è ben scritto ed è anche coinvolgente (e questo non è poco, tra poche righe vi spiegheremo il perché). Una volta terminata la lettura de “La corsa del secolo”, edito da Mondadori ad opera di Paolo Colombo e Gioachino Lanotte, può venire il dubbio se il titolo si riferisca al Giro d'Italia, come suggerisce la copertina con Bartali e Coppi), oppure al Ventesimo Secolo, di cui il libro racconta l'avventura storica senza scendere, ovviamente, nei dettagli, ma proprio per questo riesce a dare un panorama unitario delle vicende che negli studi scolastici (e non solo) rischiano di apparire slegate tra loro.
Il libro, in realtà non racconta solo il Ventesimo Secolo, parte da prima, e arriva ai giorni nostri.
E la bicicletta che c'entra?
La particolarità del lavoro realizzato dai due autori è proprio nell'aver cercato di interpretare la Storia (quella con la S maiuscola) dal punto di vista particolare delle due ruote a pedali. Non sempre riescono nell'intento: i due autori rivelano la loro estrazione storiografica e spesso indugiano in dettagli storici che rischiano di rallentare un po' lo scorrere del libro, così come il ciclismo, più di una volta, appare legato un po' a forza nello scorrere degli avvenimenti sociali.
Se vi avventurerete nella lettura de “La corsa del secolo”, quindi, aspettatevi una terminologia un po' da banchi di scuola, ma aspettatevi pure di venire coinvolti nelle avventure dei ciclisti che la storia l'hanno vissuta in sella alla loro bicicletta (non solo atleti, ma anchem ad esempio, i bersaglieri con le loro biciclette pesantissime).
D'altra parte la bicicletta si è rivelata in più di un'occasione un mezzo della storia e il potere forte ha pure cercato di proibirla proprio per il suo uso facilmente eversivo in fasi storiche in cui il movimento rapido e veloce era tutt'altro che facile se non a piedi.
Già nei moti del '98, fino ai partigiani della Seconda Guerra Mondiale il mezzo a due ruote si è rivelato importante (lo stesso Bartali aiutava gli ebrei trasportando documenti). La bicicletta continua a entrare e uscire in tutte le pagine del libro che culmina con il contatto massimo tra Storia e bicicletta in occasione del famoso Tour de France del '48 quando a Bartali fu chiesto di vincere per distogliere gli animi esplosivi di una popolazione italiana scossa dall'attentato a Togliatti.
Poi ci sono anche capitoli che di ciclistico hanno molto poco, in altri la bici entra di più e a volte con idee che sono un po’ il sunto del sentire comune riferito al ciclismo. D’altra parte “La corsa del secolo” interpreta la bicicletta come sfondo di avvenimenti storici e ce la racconta così come viene percepita dal grande pubblico.
La lettura di questo libro alla fine risulta anche coinvolgente e si arriva alle fine quasi senza accorgerse rammaricandosi un po' che quelle pagine che ancora sembrano da leggere sono in realtà dedicate “solo” alle note.
Scheda del libro
Editore: Mondadori
Collana: Oscar varia
Data uscita: 27/04/2009
Pagine: 228
Lingua: Italiana
Prezzo: Euro 10,50
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