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Fausto Coppi Un uomo solo al comando di Paolo Alberati

09 ago 2010

Un corridore raccontato da un corridore. Non capita tutti i giorni di leggere un libro scritto da uno che il ciclismo l’ha visto da dentro (e lo vede tutt’ora, visto che Paolo Alberati, dopo un’esperienza che lo ha visto corridore professionista, è tutt’ora un ottimo gran fondista e un biker di buon livello).

Con “Fausto Coppi, un uomo solo al comando” Alberati prosegue un lavoro iniziato già qualche anno fa quando scrisse di Gino Bartali.

Il libro su Coppi è la naturale prosecuzione del primo volume dedicato al campione toscano e non può essere altrimenti. Bartali e Coppi sono fortemente legati tra loro e non si può parlare di uno senza citare continuamente l’altro. Tant’è che la stessa Giunti, editrice dei due libri, ha pensato anche di proporli in un cofanetto unico.

La prima cosa a colpire del libro di Alberati è la quantità di immagini sparse nel testo. La ricerca inconografica ha svolto un ruolo importante nella realizzazione di questo libro con un tocco in più del bravo Sandro Ruiti, grafico (che ha impaginato volume) e appassionato a sua volta di ciclismo: ha messo a disposizione la sua corposa collezione di figurine del ciclismo eroico a documentare una passione che infiammava lo sport italiano e non solo.

Paolo Alberati racconta Fausto Coppi con amore e con le parole dei suoi gregari e dei suoi avversari e con il ricordo dei figli che lo hanno conosciuto per troppo poco tempo. Il lettore è portato per mano, grazie ad un buon ritmo narrativo, attraverso l’evoluzione del timido ragazzo appassionato di bici e troppo esile per lavorare nei campi al campione che in corsa diventava forte e autoritario.

Coinvolgente e anche commovente è il racconto della rivalità sportiva con Bartali. Una sfida fatta di qualche dispetto ma anche di rispetto umano: “quando scendevano dalla bici i due sapevano di poter contare uno sull’altro”.

I capitoli del libro segnano le epoche di Fausto Coppi fino al declino, con le sue vicende familiari fino all’ultima tragica trasferta in Africa.
Tra le curiosità segnaliamo come si parli di doping in una maniera molto diversa dai giorni nostri. Non c’erano controlli alle corse e la medicina non era quella di oggi. I corridori parlavano con innocenza della “bomba”, il miscuglio di caffè e stimolanti che mandavano giù quando la corsa lo riteneva necessario. Ci si scherzava pure su e lo stesso Coppi non si faceva problemi riferendosi a quel borraccino che i corridori portavano in tasca come ultimo gregario.

Il ciclismo era diverso da quello attuale e nella lettura di “Fausto Coppi, un uomo solo al comando si viene coinvolti nell’avventura delle stagioni ciclistiche che si susseguivano lungo sfide fatte di grandi giri e classiche dove la programmazione era decisamente minore dall’attuale.

Scheda libro

Editore: Giunti
Collana: Atlanti illustrati medi
Data uscita: 29/04/2009
Pagine: 192, Illustrato
Lingua: Italiano
Prezzo: 16,50 euro



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