TEST Felt Z4, il comfort anche per i corridori
TEST Felt Z4, il comfort anche per i corridori
19 apr 2011
Questa bicicletta ha un doppio carattere: agonistico oppure più soft e adatto alle lunghe distanze. E non è detto che le due cose siano antitetiche. Tant’è che, pur non essendo della serie prettamente corsaiola di casa Felt, la Z4 è stata impiegata con soddisfazione anche dai corridori professionisti.
Cliccare sulle immagini per ingrndirle
E non si tratta certo di un’imposizione del marchio visto che da Felt è stata lasciata libera la scelta del telaio per ogni corridore.
Serie Z, oppure F. Nel catalogo Felt la scelta è su queste possibilità. In realtà c’è anche la serie AR, quella che privilegia l’aerodinamica, ma l’utilizzo ideale è più circoscritto.
Qui invece si pensa al peso, ottimizzato con diverse soluzioni. Ovviamente è la serie F la più leggera, si parla di telai da 800 grammi, ma anche il telaio della Z4, la bicicletta che abbiamo testato e chi vi presentiamo, si difende bene sulla bilancia: non arriva al chilo. Ovviamente, poi, dipende dalle misure.
Una scelta geometrica
Si vede subito che la Felt Z4 ha un’impostazione geometrica diversa da altre biciclette. Il tubo di sterzo non è un semplice raccordo tra obliquo e tubo superiore. È una parte molto importante nella definizione di questo telaio visto che, pur parlando della misura 56, siamo a ben 18 centimetri di lunghezza. Per capirci basti pensare che sulla Felt F1, quella più votata all’agonismo, anche come impostazione geometrica, lo sterzo, nella stessa misura di telaio, è di ben quattro centimetri più corto. E non è questa l’unica differenza geometrica.
Il telaio della Z4 è impostato in maniera completamente differente rispetto alla serie più “cattiva”. La geometria comoda prevede angoli aperti e misure più lunghe. Il passo (la distanza tra i due mozzi) supera il metro (101,2 centimetri esattamente). Anche l’avantreno è abbondante (60,5 centimetri) e prima ancora di partire ci si accorge subito della misura notando come la punta della scarpa non tocchi sulla ruota anteriore ruotando lo sterzo. Con i telai ultra compatti che vanno tanto in questi anni, sembra cosa quasi impossibile.
Anche i foderi posteriori risultano più lunghi delle normali bici da corsa: 41,7 centimetri, niente male. E montando coperture da 25 millimetri di sezione si nota comunque una luce abbondante dal tubo piantone.
La bici è comoda quindi, ma non pensate che sia poco rigida. Dalla vista laterale si nota subito come il telaio tenda a compattare le linee, il carro posteriore risulta raccolto e le linee abbondanti di movimento centrale e zona di sterzo danno al telaio la rigidità sufficiente.
Il materiale
Anche se la geometria in sé è già indicativa sulle caratteristiche del telaio, molto dipende dal comportamento del materiale utilizzato. La Felt Z4 è realizzata in fibra di carbonio con costruzione che viene definita “modulare”. Il telaio, in sostanza, è diviso in parti monoscocca che poi vengono unite tra loro. I vantaggi di questa soluzione sono nel poter ottenere strutture molto solide e non avere i punti di maggiore sollecitazioni in corrispondenza delle zone di giunzione. Inoltre avendo un telaio diviso in varie parti è possibile un controllo migliore della fibra di carbonio utilizzata. Felt applica anche per questo telaio una lavorazione chiamata InsideOut che permette di ottenere la parte interna della struttura in fibra perfettamente liscia come la superficie esterna. Il fine non è estetico ovviamente, ma in questo modo si può ottimizzare la disposizione delle pelli di carbonio riducendone la quantità e senza il rischio di sprecarle in pieghe o imperfezioni accidentali.
Il composito utilizzato è del tipo UHC 3KP con un’alta percentuale di fibra di carbonio in proporzione alle resine che la imprigionano. Si tratta di una tecnologia subito sotto al vertice della gamma in cui vengono incluse anche nanotecnologie, naturalmente si parla anche di prezzi differenti.
Anche la forcella è interamente in fibra di carbonio. Le sue misure sono pure in linea con la geometria del telaio: il rake a 50 millimetri è uniformato per tutte le misure, interessante, invece, come sul top della gamma Felt anche il rake si adatti alla misura del telaio. Non è cosa da tutti.
Su strada
Mettere su strada la Z4 è piuttosto semplice. I materiali e le soluzioni tecniche adottate anche a livello di componentistica permettono di raggiungere facilmente la posizione ottimale. Per regolare la sella basta agire sulle viti laterali con testa a brugola per agire sia sull’arretramento che sull’inclinazione. Ancora più interessante l’attacco manubrio. Nella parte che in cui va ad inserirsi il cannotto forcella è presente un inserto asimmetrico che, ruotandolo, permette di variare di alcuni gradi l’inclinazione dell’attacco. Questo si aggiunge alla possibilità di rovesciare direttamente l’attacco manubrio per avere un’inclinazione positiva (anche in questo caso regolabile tramite l’inserto di cui abbiamo detto). L’unico appunto è l’adozione di un attacco manubrio piuttosto corto rispetto alla geometria del telaio: in una bici taglia 56 un attacco da 10 centimetri risulta un po’ sottodimensionato. Si tratta comunque di un problema facilmente risolvibile. Anche il manubrio concorre alla comodità. Il drop ridotto permette di raggiungere facilmente la posizione bassa nella presa (è il manubrio è già in posizione piuttosto rialzata per il tubo sterzo abbondante).
I componenti
Non c’è chilometraggio che possa far paura alla Z4. All’impostazione geometrica si sposano molto bene le scelte della componentistica. Il gruppo Ultegra è un orologio per precisione e velocità, la scelta della guarnitura compact, con un assortimento che va da 11 a 28 denti sul pacco pignoni, significa poter scalare praticamente qualsiasi asperità. Davanti c’è il 34, con il 28 fanno poco più di due metri e mezzo di sviluppo alla ruota. Perdona pure qualche peccato di sopravvalutazione delle proprie forze insomma.
Sulla Felt Z4 vengono fornite di serie le ruote Mavic Ksyrium Equipe che fanno il loro onesto lavoro. La scelta è azzeccata, il prezzo ringrazia, ma dopo la Z4 il prossimo regalo da farsi potrebbero essere proprio delle ruote di più alta gamma. Apprezzabile anche la scelta dei copertoncini con sezione da 25.
Una guida rilassata
Non c’è terreno che possa impensierire la Z4. La sua impostazione permette di trovare facilmente la posizione di crociera sia in pianura che nelle salite lunghe. Ma si difende molto bene anche in discesa. Il passo lungo e la forcella ben impostata permettono di pennellare le curve con tranquillità. Ovviamente per questa comodità si paga qualcosa alla reattività di guida, ma è soprattutto questione di abitudine oltre che di preferenze personali.
Il prezzo, poi, è molto interessante. È facile immaginare il telaio Z4 montato con un gruppo top di gamma (è già previsto il supporto per fissare la batteria dei sistemi elettronici) pronto per una competizione. Lo scorso anno alcuni corridori del team Garmin hanno scelto questo telaio proprio per le sue caratteristiche (e in una gara professionistica le ore da passare in sella possono essere parecchie).
Scheda tecnica
Modello: Felt Z4
Materiale del telaio: Carbonio monoscocca modulare
Congiunzioni: -
Forcella: Felt full carbon UHC Performance 3KP
Gruppo: Shimano Ultegra
Pedali: Non inclusi
Guarnitura: Shimano Ultegra 34-50
Movimento centrale: Shimano Ultegra
Pacco pignoni: Shimano 105 11-28
Catena: Shimano IF
Deragliatore: Shimano Ultegra
Cambio: Shimano Ultegra
Freni: Shimano Ultegra
Leve cambio: Shimano Ultegra
Serie Sterzo: FSA
Manubrio: Felt VS
Attacco Manubrio: Felt VA
Reggisella: Felt UHC
Sella: Felt Super Lite
Ruote: Mavic Ksyrium Equipe
Coperture: Vittoria Zaffiro Pro 700x25
Colori: Carbon opaco (bianco blu)
Misure: 51, 54, 56, 58, 61
Peso*: 7,480 chilogrammi
Prezzo indicativo: Euro 2.699,00
Costruttore: Felt Bicycles www.feltbicycles.com
Distribuita in Italia da Charlie Srl: www.charlie-srl.it
*Il peso indicato è quello rilevato alla nostra bilancia della bicicletta montata così come ci è giunta in redazione.
La forma dei tubi è ricercata per dare rigidità alla struttura. Molto elaborato l'andamento delle sezioni del tubo superiore.
Le linee squadrata in prossimità dello sterzo contribuiscono alla rigidità dell'avantreno.
Deragliatore a saldare.
Forcella interamente in fibra di carbonio e con steli quasi dritti.
I foderi posteriori sono più lunghi e confortevoli. Ma il carro è compatto grazie alla chiusura dell'angolo con i pendenti.
Il tubo di sterzo da 18 centimetri domina l'avantreno della Z4.
Il particolare dell'attacco manubrio. È evidente l'inserto asimmetrico da far ruotare per variare l'angolo dell'attacco.
Dimensioni abbondanti per i tubi in prossimità della scatola del movimento centrale.
La predisposizione per l'aggancio della batteria di un eventuale sistema elettronico.
Sul nodo di sella è evidente la compattezza del carro. I pendenti raggiungono il piantone in posizione ribassata.
Gruppo Ultegra completo con compact 34-50.
La sella è personalizzata per Felt.
Pratica la posizione della vite di registro. La regolazione della sella è molto rapida.
Pacco pignoni 11-28. Ce n'è per qualsiasi salita.
Un particolare dei cerchi, bianchi, delle Mavic Ksyrium Equipe e delle coperture Vittoria Zaffiro Pro con sezione da 25 millimetri.
Un corridore del team Garmin con un telaio Z4. Diversi professionisti hanno preferito questa soluzione rispetto alla top di gamma.
























inserisci un commento
totale 0 commenti: