TEST CKT 368 RS. Forte su strada e nel prezzo
TEST CKT 368 RS. Forte su strada e nel prezzo
28 mar 2011
CKT è un marchio non troppo conosciuto in Italia, ma che lavora sulla fibra di carbonio dal 2001.
A crearlo è stato Kuang Tsan Chiang, ex tecnico della nazionale taiwanese che, forte della sua esperienza, ha messo insieme un team di appassionati esperti in materiali compositi. Il segreto della sua azienda è stato voler gestire l’interezza del processo di produzione della fibra di carbonio, a partire dalla sua progettazione. Una soluzione che ha permesso a CKT di arrivare in breve tempo ad avere diversi brevetti tecnici sui materiali senza far esplodere i costi. E i risultati che si vedono tutt’ora confermano questa impostazione.
Cliccare sulle immagini per ingrandirle. La galleria fotografica è in fondo all'articolo.
I telai presenti nel catalogo CKT sono di alto livello e i prezzi potrebbero trarre in inganno considerando un mercato che è portato a giudicare la qualità partendo proprio dal prezzo. Grazie a questa impostazione societaria CKT (Carbon Knowledge Team) ha iniziato la sua espansione in Asia per poi approdare inevitabilmente negli Stati Uniti e quindi in Europa grazie alla francese Globike che ci ha inviato la bicicletta oggetto del nostro test.
Visto così, pronto per essere montato, il telaio 368 RS prodotto da CKT potrebbe essere scambiato per un modello da cronometro. Nulla ne preclude quell’uso in effetti, anche se la geometria, a ben guardare, non è così esasperata. Meglio.
Messa a punto
Questo 368 RS è affascinante nell'impatto estetico. A cominciare dalle forme dei tubi, squadrate e decise a seguire la rigidità e il vento. La linea è pulita perché i cavi di comando sono tutti interni al telaio. La cura estetica non è casuale ed è apprezzabile, anche a costo di sacrificare un po’ di praticità. Come è il caso del reggisella integrato. La soluzione adottata da CKT, oltre al vantaggio estetico, ha il pregio di non dover allineare la sella a mano: la forma squadrata del tubo non permette errore.
La sella è subito in posizione perfetta. Un po’ meno la praticità per quanto riguarda la regolazione in altezza che pure può essere effettuata su un margine di 3 centimetri: tantissimi per un sistema integrato, ottima cosa. Per accedere alla vite di regolazione dell’altezza, però, occorre rimuovere completamente la sella e le piastrine che ne imprigionano il carrello. C’è da dire che il tubo sella è millimetrato e se si hanno già le idee chiare si arriva rapidamente a sistemare la posizione che poi, non viene toccata continuamente.
Il bloccaggio del reggisella avviene con un espander interno sufficientemente robusto e che non riserva sorprese. Una volta sistemata l’altezza non c’è rischio di scorrimenti indesiderati. Il bloccaggio vero e proprio della sella avviene con due viti. Una a testa esagonale nella parte anteriore e l’altra classica a brugola posteriore. Dalla loro regolazione dipende l’inclinazione dell’appoggio che può essere, quindi sistemato con precisione assoluta.
Ancora prima di salire in sella la 368 RS si fa apprezzare proprio per le possibilità di regolazione che permettono un “fitting” totale col mezzo. Anche la scelta della guarnitura Fission di Stronglight è molto apprezzabile visto che permette di regolare la lunghezza delle pedivelle mediante gli inserti filettati in cui vanno innestati i pedali. Presa perfetta anche sul manubrio dalla forma anatomica e interamente in carbonio. Con curve di questo tipo il nastro manubrio sembra sempre un “di più” che tuttavia non può essere trascurato. E lasciando scoperta la parte superiore l'uso dei guanti diventa praticamente obbligatorio.
Poche regolazioni insomma e via in sella.
Il telaio
La buona impostazione geometrica si apprezza dalle prime pedalate. L’angolo di sterzo non è esasperato e la bicicletta si lascia guidare senza problemi, facendo parecchi chilometri se ne possono apprezzare bene le caratteristiche. Dalle tabella geometrica il tubo piantone è disegnato ben più in piedi rispetto allo sterzo eppure non abbiamo avvertito scomodità. E questo nonostante le sezioni disegnate per dare rigidità dei tubi della bici e il reggisella integrato.
La bicicletta reagisce agli scatti, ma la fibra di carbonio utilizzata e disposta opportunamente non dà problemi di vibrazioni eccessive. Il telaio, anzi, appare decisamente confortevole. È costruito in struttura monoscocca con fibra di carbonio 3K prodotta da Torayca ed è associato ad una forcella full carbon da 342 grammi.
I foderi leggermente curvati risultano piuttosto rigidi grazie alla sezione laterale abbondante e alla nervatura esterna di irrobustimento.
Come vedete non si parla di pesi piuma, ma non è la leggerezza l’obiettivo di questa bicicletta. D’altra parte con un telaio così elaborato nelle forme si deve mettere in conto qualche grammo in più. Ma torna utile al momento giusto e, sopratutto, permette di mantenere il prezzo ad un livello interessante. Anche perché la tecnologia utilizzata nella costruzione è molto evoluta. La si apprezza dalle forme e dalle scelte costruttive.
Il carro posteriore è anch’esso in monoscocca. I pendenti proseguono direttamente nei foderi posteriori lasciando fuoriuscire i forcellini anch’essi in composito ad eccezione, ovviamente, del supporto del cambio sostituibile rapidamente in caso di necessità (il cambio è una delle parti più esposte della bicicletta ed è tra i primi componenti a subire danni in una caduta - meglio cambiare il supporto allora che buttare via il telaio). La forma di foderi e pendenti segue la scia della comodità già insita nella fibra di carbonio. Le linee sinuose smorzano le vibrazioni pur non perdendo in rigidità nel rendimento totale.
I componenti
A conti fatti il peso totale della bicicletta supera di poco i sette chili e mezzo. E se guardate bene la componentistica si capisce che si può facilmente scendere di peso senza dover andare a cercare neppure soluzioni troppo costose. Pensiamo, in particolare alle ruote.
Quelle scelte da CKT sono le oneste e robustissime DT Swiss R1800. Cerchio a medio profilo in lega di alluminio e raggi a doppio spessore trattati con liquido anti svitamento sui filetti. Completano il montaggio i copertoncini Equinox di Hutcinson che si sono rivelati di buon livello garantendo tenuta di strada anche in condizioni non ideali.
Il resto della componentistica è della serie Ultegra 6700 di Shimano. Fa eccezione la guarnitura prodotta da Stronglight e interamente in fibra di carbonio che dà un tocco di preziosismo in composito che sarà apprezzato da chi preferisce questo materiale al posto del classico alluminio. È rigida e robusta anche questa e si sposa molto bene con l’abbondante scatola del movimento centrale della 368 RS. La guarnitura ha un giro bulloni da 110 millimetri e questo significa la possibilità di montare corone compact come nel nostro caso. La scelta, nella bici che ci è stata inviata in redazione, è per un’accoppiata 36-50 che si è fatta apprezzare soprattutto nell’affrontare salite più impegnative. Con un po’ di allenamento si rischia invece di non togliere quasi mai il 50 lasciando la corona più piccola solo per le asperità.
Sulla trasmissione c’è poco da dire. Il gruppo Ultegra prende sempre una promozione a pieni voti e non fa rimpiangere il top di gamma. Giusto per il peso, ma è una scelta che viene apprezzata dal portafoglio. Il montaggio è completato dalla sella SLR di Selle Italia in livrea completamente bianca a richiamare il colore del manubrio e del nastro.
La firma italiana non finisce qui visto che parte della produzione delle biciclette CKT viene verniciata proprio nel nostro Paese, a Padova.
Rete vendita
Chi vuole acquistare una CKT può andare direttamente sul sito dell’azienda disponibile anche in versione italiana. Qui, partendo dal telaio, si può personalizzare il proprio modello dalla scelta del colore ai dettagli della componentistica. L’acquisto on line, ovviamente, è coperto da tutte le garanzie del caso e tutti i telai sono coperti da tre anni di garanzia. Ckt sta anche disponendo una rete vendita fisica nei negozi delle più grandi città italiane, per cui potrete anche toccare con mano queste biciclette molto presto.
Scheda tecnica
Modello: CKT - 368 RS
Materiale telaio: Fibra di carbonio monoscocca
Congiunzioni: -
Forcella: Interamente in carbonio
Gruppo: Shimano Ultegra 6700
Pedali: non inclusi
Guarnitura: Stronglight Fission
Movimento centrale: Stronglight Activ Link con asse in titanio
Pacco pignoni: Sram 11-25
Catena: Shimano Ultegra
Deragliatore: Shimano Ultegra 6700
Cambio: Shimano Ultegra 6700
Freni: Shimano Ultegra 6700
Leve cambio: Shimano Ultegra 6700
Serie sterzo: Ckt Carbon
Manubrio: Ckt Chd 21 220 grammi
Attacco manubrio: Ckt
Reggisella: integrato
Sella: Selle Italia SLR
Ruote: DT Swiss R 1800
Coperture: Hutchinson Equinox
Colori: Grafica CKT in rosso, verde o rosa
Misure: S, M, L, XL (per coprire misure, orientativamente, dalla 51 alla 59)
Peso*: 7,650 chilogrammi
Prezzo indicativo: Euro 1.690,00 (solo telaio) - Euro 3.300,00 nella configurazione che vedete in questo articolo.
Costruttore: CKT - it.ckt-carbon.com
*Il peso indicato è quello rilevato alla nostra bilancia della bicicletta montata così come ci è giunta in redazione.
Un particolare del tubo superiore dalle forme decise.
Manubrio anatomico, la presa è sicura e il drop ridotto permette di tenere la posizione bassa facilmente
I cavi di comando scorrono all'interno del telaio. L'ingresso è nel tubo frontale.
Decisamente abbondante la scatola del movimento centrale. La rigidità di questa parte è buona.
Ecco il reggisella integrato. La linea è assolutamente pulita.
Un particolare del bloccaggio della sella.
Ecco com'è fatto il reggisella integrato. A destra l'espander interno che lo blocca nel tubo piantone.
La guarnitura in carbonio è dotata di occhielli filettati eccentrici per poter regolare la lungezza delle pedivelle.
Un particolare del cerchio delle ruote DT Swidd R1800. I copertoncini sono gli Equinox di Hutchinson.
Il nodo di sella presenta linee di continuità tra il tubo superiore e i pendenti.
È evidente la linea aerodinamica del tubo piantone.
La presa sul manubrio è anatomica nella parte superiore. Si può viaggiare per parecchi chilometri in presa alta senza affaticare le mani.
Due particolari dei forcellini posteriori in fibra di carbonio.
























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totale 3 commenti:
di: PAOLO
La bici è bella ma mi sarei aspettato un prezzo inferiore di almeno il 30%, visto che si acquista su internet direttamente dal sito del produttore, come se si comprasse in fabbrica senza costi di rappresentanza, rivenditori ecc... Bianchi propone l\\\'Infinito montata Ultegra con componentistica Fsa e ruote Fulcrum 5 ad un prezzo inferiore che in negozio si trova con uno sconto almento del 10%
di: PAOLO
Scusate mi è partito il commento senza finirlo... comunque dicevo che bianchi propone la bicicletta a 3090 euro prezzo di listino, che in negozio diventano poco meno di 2800 euro, per una bici simile, tranne il reggi sella integrato...
di: PAOLO