TEST - Prologo Nago Evo e nastro OneTouch Gel
TEST - Prologo Nago Evo e nastro OneTouch Gel
12 dic 2011
Qual è la sella migliore? Potremmo fare una statistica delle richieste che ci arrivano dai lettori in cerca di consigli e pareri e certo questa domanda avrebbe un peso percentuale non indifferente.
Perché la sella è un punto delicato. Se il telaio si sceglie anche per gusto estetico e gli si può anche concedere qualcosa, alla sella non si può regalare nulla. Se è scomoda si può compromettere il rendimento in maniera pesante. Ma prima ancora si sente la scomodità della pedalata visto che su questo appoggio grava la maggior parte del peso del ciclista.
La Nago Evo ha un'estetica molto elegante. Cliccare sulle immagini per ingrandirle
Multisizes
E allora ecco la soluzione consigliata da Prologo, marchio piuttosto giovane ma già con una storia importante alle spalle (avete presente i fratelli Schleck, Cancellara, Contador?), si tratta di una sella disponibile in due misure: 134 e 141 millimetri, con riferimento alla massima larghezza. Potrebbero sembrare pochi millimetri, ma la differenza è sostanziale: l’appoggio cambia in maniera importante e se pensate che la differenza possa riguardare solo casi particolari siete in errore.
«È vero che la larghezza base da 134 millimetri copre praticamente tutti i ciclisti – spiegano da Prologo – ma restava comunque fuori una percentuale di utenti che con le selle tradizionali possono avere difficoltà. E devono ricorrere a un compromesso».
Con il Multisizes Prologo copre questa mancanza. Non è la prima azienda a trovare soluzioni di questo tipo, va detto, ma la Nago Evo presenta anche altre caratteristiche che ne fanno un modello al di sopra della media e dotato di grande versatilità.
Iniziamo a montarla
Sembra scontato, ma montare la sella richiede comunque qualche accortezza. Tecnicamente è semplice, ma la compatibilità col reggisella non è scontata. Quella che ci è stata fornita da Prologo per questo test è la versione con telaio in titanio. Fatte le regolazioni del caso (la nostra Nago Evo misura 28 centimetri di lunghezza) siamo partiti per provarla subito.
È vero, le selle moderne si sono evolute decisamente rispetto ai modelli di un po’ di anni fa. Significa che trovare la sella scomoda è diventato più difficile. Questa, poi, ha dei numeri al suo arco che la rendono decisamente facile da adattare ad un gran numero di ciclisti.
Tecnologie
I nomi delle tecnologie adottate sono un po’ criptici: Active Density (più facile), Esd (meno). Del Multisizes vi abbiamo già detto.
La prima soluzione prevede una differenziazione di rigidità e di morbidezza dello scafo e dell’imbottitura nelle diverse zone della sella. Lo scafo è caratterizzato da una parte centrale meno rigida e “segnalata” anche dalle aperture visibili rovesciando la sella. Zona anteriore e posteriore devono sostenere maggiormente il peso del ciclista, ma non per questo risultano scomode. Qui, infatti, interviene la differenza di densità dell’imbottitura: più morbida nella parte anteriore e via via più densa andando verso la zona posteriore. La grafica sulla copertura in mocrofibra spiega chiaramente l’andamento dell’imbottitura sottostante.
L’Esd, invece, riguarda la forma dello scafo, altro argomento di particolare attenzione in questo momento. Esd è l’acronimo di “Easy Stroke Design”, un disegno elaborato per favorire il passaggio delle gambe lasciando più spazio di movimento.
E infatti salire in sella è facile e la posizione, anche per questo motivo, si trova facilmente. E questo pure se non si è regolato l’arretramento della sella con la massima precisione. Il bacino trova facilmente la posizione migliore con un certo margine di adattamento ben supportato proprio dalla forma dello scafo della sellai.
Insomma, tra disponibilità di doppia misura e la versatilità di scafo e imbottitura, c’è veramente da esserne più che soddisfatti. I puristi potranno storcere il naso di fronte alla copertura in microfibra al posto di un qualche materiale più pregiato, tuttavia non abbiamo rilevato problemi di sorta. La microfibra, anzi, è molto stabile nel tempo e l’estetica della sella non risente di usura.
Sulla bilancia la nostra Nago Evo (con telaio in titanio e larghezza di 134 millimetri, pesa 197 grammi. Due in più per la versione da 141, mentre chi sceglie la Nago Evo Nack (280x134), con telaio in composito, il peso scende a 155 grammi.
Chi bada all’estetica, anzi, può personalizzare la sua sella con il clip posteriore di diversi colori messo a disposizione da Prologo (ora ci sono anche le versioni con le bandiere nazionali), ma sopratutto può sfruttarlo per montare la U-Light, la luce posteriore dedicata proprio a chi utilizza le selle Prologo. Sempre tramite il clip posteriore può essere agganciato anche il borsello portaoggetti.
Il nastro
Insieme alla sella Prologo ci ha dato da testare anche il nastro OneTouch Gel. È realizzato in un materiale chiamato Polygrip che permette una presa molto efficace in qualsiasi condizione di tempo. Anche col caldo ed il sudore si possono dimenticare i quanti a casa: la presa rimane perfettamente salda: notevole. Da notare come il montaggio sia facilitato dalla grande elasticità del nastro. Si riesce a farlo aderire facilmente senza rischio di strapparlo. Inoltre la presenza del gel lo rende particolarmente confortevole. Ancora: elasticità e gel consentono di regolare la morbidezza del manubrio. Ce ne siamo resi conto montando il nastro: si può decidere di tirarlo di più o di meno per rendere la presa più comoda oppure più rigida, a seconda delle preferenze personali. Davvero da apprezzare. Tanto più che la presa del nastro sul manubrio è affidata alle qualità del gel: niente adesivo dunque, con conseguente sporcizia sul manubrio una volta che si rimuove il nastro.
I prezzi sono di 135,00 euro per la sella Nago Evo Ti Solid, mentre il nastro OneTouch Gel costa 26,50 euro (la versione senza gel ha un prezzo di 24,50 euro).
Ulteriori informaizoni su www.prologotouch.com
La misura è indicata sotto lo scafo
Active Density, lo scafo è aperto per aumentare l'elasticità del materiale.
Il clip posteriore personalizzabile nel colore. La lavorazione sulla copertura non è solo estetica, evita di scivolare durante la pedalata.
Ecco il nastro. La presa è assicurata anche dalla lavorazione superficiale del materiale.
Guardate che elasticità. Abbiamo provato a tirare all'estremo una parte avanzata: davvero difficile romperlo.












