TEST - Nevi Spinas, Titanio rigidissimo
TEST - Nevi Spinas, Titanio rigidissimo
04 ago 2011
A parlare di un telaio aggressivo e cattivo probabilmente viene in mente una struttura in fibra di carbonio di ultima generazione o forse qualcosa in alluminio. Il titanio, un po’ come l’acciaio, viene lasciato al di fuori da questa definizione, eppure è proprio l’aggettivo “cattivo” che viene in mente quando si sale sulla Spinas, novità del catalogo 2012 del titanio di Nevi.
Il tubo obliquo domina l'estetica della Spinas. Cliccare sulle foto per ingrandirle.
Il nome è una curiosità: Sergio Finazzi, il titolare di Nevi, l’ha scelto da una cittadina svizzera che gli è rimasta nel cuore, ed ora ne porta in giro il nome visto che Finazzi, ex professionista di buon livello, pedala proprio su un telaio di questo tipo.
Il segreto del titanio
È comodo sì, questo materiale, perché è in grado di assorbire le vibrazioni molto bene, ma opportunamente dimensionato può essere anche molto rigido. Finazzi per fare la Spinas molto rigida è intervenuto sul tubo su cui fanno perno le torsioni del telaio: l’obliquo. Ha lavorato sul momento torcente per esaltare la rigidità. E allora il diametro è cresciuto fino a diventare un tubo di dimensioni davvero importanti come potete vedere nelle immagini del nostro test. Il diametro maggiore arriva a 65 millimetri.
Il particolare di un tubo obliquo già pronto per la saldatura e sagomato per combaciare perfettamente con gli altri tubi.
Per realizzarlo Finazzi è partito da una lamina di titanio 3Al 2,5V (grado 9) ripiegata e saldata in automatico (non ci sarebbero altre possibilità per un lavoro del genere). Il tubo, così realizzato, viene opportunamente sagomato e sgolato per combaciare perfettamente con gli altri e poter ottenere già in fase di progetto, un adesione perfetta con le altre sezioni del telaio.
In lega 6-4 (grado 5) ancora più dura (è quella con cui vengono fatti i forcellini) è stato poi realizzato il tubo superiore giusto per “parare” le eventuali flessioni che dovessero passare di lì. Si è pensato anche al comfort però. Visto che questo può passare dal tubo superiore, allora, be è stata leggermente schiacciata la sezione lungo il piano orizzontale. Lo spessore del top tube è di 0,7 millimetri.
Rigidità e comfort
Anche i pendenti posteriori sono stati pensati per smorzare le vibrazioni, la forma a S non inficia la rigidità laterale, ma certo la bicicletta ne guadagna. Per avere il meglio anche nella resa di guida è stato scelto un tubo di sterzo da un pollice e mezzo nella parte inferiore. Viene da chiedersi quanto possa avere senso, al di là delle esigenze di adeguamento ai tempi (ormai lo sterzo conico è quasi uno standard), una soluzione di questo tipo nel titanio. Certo è che vista la rigidità torsionale dell’obliquo una soluzione di questo tipo ha una sua logica.
Neanche disturba, a proposito di comfort, la scelta del reggisella da 31,6 millimetri di diametro. Visto l’impiego del titanio e la capacità di assorbire le vibrazioni, non risulta troppo rigido.
Personalizzazioni
Trattandosi di un telaio realizzato interamente a mano, pezzo per pezzo, si può adattare perfettamente alle esigenze del cliente finale. E non si tratta solo di una questione di geometrie (che possono essere, ovviamente, personalizzate in aggiunta alle cinque standard a catalogo), ma proprio di scelte tecniche. Il tubo obliquo, ad esempio, nella configurazione standard ha uno spessore costante di 0,58 millimetri. «Così com’è è adatto per ciclisti fino a 85 chilogrammi». Spiegano da Nevi. Per atleti più pesanti viene adottato un obliquo con spessore da 0,8 millimetri. In questo modo il telaio può supportare individui fino a 120 chili. Anche i pendenti posteriori possono essere modificati: chi non volesse la forma a S può optare per la più classica soluzione dritta.
Chi volesse montare un gruppo elettromeccanico, poi, può fare richiesta dell’opportuna personalizzazione in fase di ordine per avere la predisposizione al passaggio interno dei cavi.
Ovviamente massima disponibilità di personalizzazione per quanto riguarda il montaggio. Quello scelto per la bici che abbiamo avuto in prova prevede il gruppo Shimano Dura Ace con ruote Mavic Cosmic SL. Le prestazioni, anche sotto questo punto di vista, sono molto elevate.
Su strada
Che il telaio non abbia intenzione di cedere facilmente alle spinte sui pedali lo si capisce subito dalle prime pedalate. “Reattività” è il primo termine che richiama alla mente, ma anche la precisione di guida è notevole. E il tutto senza rischiare di avere una rigidità incontrollata come può accadere con altre soluzioni progettate senza troppi compromessi. Una bicicletta troppo rigida rischia di non “copiare” adeguatamente il fondo stradale risultando anche difficile da condurre col risultato di perdere in efficacia.
La Spinas si comporta bene su tutti i terreni, anche sulle discese con fondo non perfetto in cui la frenata deve essere decisa così come l’impostazione delle curve. E questo nonostante la scelta di ruote ad alto profilo che, seppure in composito, rischiano di trasmettere sempre qualche vibrazione in più.
Viste le possibilità di personalizzazione geometrica le considerazioni su questo punto sono meno determinanti, tuttavia l’esperienza di Finazzi lo porta sempre a realizzare telai dall’impostazione azzeccata dal punto di vista geometrico. Una volta regolata la posizione, in sella si sta con piacere per parecchi chilometri e la bicicletta si guida con facilità.
Molto rigido, e richiede un po’ di abitudine, risulta il manubrio Controltech supportato dall’attacco Nevi in titanio. Quando ci si alza sui pedali spingendo a tutta come in volata, la risposta secca dell’avantreno, manubrio compreso, restituisce un’ottima sensazione di precisione. E tutta la bici rimane molto composta.
Un telaio che tiene bene il mercato
Spesso, anche su queste pagine, si è letto che il titanio è un materiale immortale. Le sue caratteristiche rimangono inalterate nel tempo, non soffre di fenomeni ossidativi e, anche in caso di graffi importanti, può bastare una lucidata per riportare un telaio allo splendore originario. Nevi poi ha trattato la sua Spinas con la cura di sempre applicando anche le scritte non con decals o adesivi ma con un procedimento chimico direttamente sul materiale di base.
Un telaio così mantiene bene il valore di mercato anche dopo parecchi anni e bisogna tenere conto anche di questo quando si valuta il prezzo d 3.010,00 euro per il kit composto da telaio, forcella e serie sterzo.
Scheda
Modello: Spinas
Materiale del telaio: Titanio 6-4 e titanio 3-2,5
Congiunzioni: -
Forcella: Fibra di carbonio
Gruppo: Shimano Dura Ace
Pedali: non inclusi
Guarnitura: Shimano Dura Ace 39-53
Pacco pignoni: Shimano Dura Ace 12-27
Catena: Shimano Dura Ace
Deragliatore: Shimano Dura Ace
Cambio: Shimano Dura Ace
Freni: Shimano Dura Ace
Leve cambio: Shimano Dura Ace
Serie Sterzo: Thecno
Manubrio: Controltech Razor Edge
Attacco Manubrio: Nevi in titanio
Reggisella: Nevi in titanio
Sella: Fi’zi:k Aliante
Ruote: Mavic Cosmic SL
Coperture: Michelin Pro Race 3
Colori: Titanio
Misure: Cinque misure standard e su misura
Peso*: 7,770 chilogrammi.
Prezzo indicativo: Euro 3.010,00 (telaio con forcella e serie sterzo)
Costruttore: www.nevi.it
I pendenti posteriori sono saldati più in basso sul nodo di sella. Aumenta la rigidità del carro.
Il tubo di sterzo è più largo nella parte inferiore.
L'andamento dei pendenti. In alternativa si possono richiedere i classici tubi dritti.
La forcella full carbon è decisamente robusta.
l profilo del tubo superiore per smorzare le vibrazioni.
Decisamente solido il movimento centrale.
I passacavi sono rivettati sul telaio.
I forellini in titanio 6Al 4V sono incisi con il marchio lombardo.
Attacco manubrio realizzato da Nevi.
Un particolare della saldatura dello sterzo. Precisione e pulizia.
Il tubo obliquo domina l'estetica della Spinas.
La Aliante di Fi'zi:k si è rivelata all'altezza della situazione grazie allo scafo speciale.





















