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TEST - Fondriest TF4, un progetto azzeccato basato sulla versatilità

29 gen 2014

Ci  sono due punti di forza su una bicicletta come la TF4 di Fondriest: la geometria e la tecnica di costruzione. Non è affatto poco se si considera che nella proposta Fondriest viene presentata come una bicicletta dal prezzo abbordabile. E lo è, infatti, considerando il tipo di montaggio strategico con cui viene fornita partendo dalla base di un ottimo telaio.
Ma facciamo un passo indietro e vediamola punto per punto. 

 

Il telaio

Stavolta partiamo parlando del peso. Si aggira attorno al chilo (poi dipende dalla misura che si sceglie) e si può considerare decisamente poco e, anche se sul mercato si può trovare di meglio in termini ponderali, ricordiamo quanto abbiamo appena detto. Ma è certamente riduttivo parlare di un telaio considerandone solo il peso. “Sotto il cofano” c’è molto di più.

Già visivamente appare come una struttura molto solida. Se è così leggero è per il lavoro fatto sulla fibra di carbonio che non si limita a fare bello solo lo strato superficiale. La fibra impiegata è del tipo unidirezionale, quella che permette di indirizzare in maniera marcata le caratteristiche meccaniche di ogni sezione.

A cominciare dal tubo di sterzo, le linee sono marcate e importanti. La struttura è monoscocca, ma le diverse sezioni del telaio sono evidenziate dalle forme, come linee di sviluppo e smorzamento di forze e sollecitazioni. E l’impatto estetico importante non si ripercuote sul peso. 

Il tubo di sterzo è la base della rigidità di tutta la struttura e si bilancia con la scatola del movimento centrale. Un pollice e un ottavo sopra, un pollice e mezzo sotto rappresentano l’ultima tendenza nella ricerca della rigidità. Lo sterzo accoglie una forcella di dimensioni importanti e con steli dalla curvatura rovesciata.

La forcella Reflex ha un profilo aerodinamico importante che integra, in parte, il freno anteriore a doppio fulcro. È un disegno che Maurizio Fondriest aveva pensato già quando correva, ma allora non poteva metterlo in pratica come ora, questione anche di evoluzione dei materiali. Oggi, grazie anche al supporto di Cicli Esperia, proprietaria del marchio del corridore trentino e con grande esperienza in fibra di carbonio (c’è un laboratorio interno dedicato ai test e allo sviluppo del composito), ha potuto osare questo e anche altro.

Tra scatola del movimento centrale e tubo di sterzo c’è un obliquo di dimensioni importanti. È qui che si gioca molta della qualità del TF4, poi anche sulla geometria di cui parleremo più avanti.

All’obliquo abbondante e squadrato si contrappone un tubo superiore più contenuto e dall’andamento leggermente curvo. Tanta rigidità della parte bassa del telaio, in sostanza, viene mitigata proprio qui e poi, proseguendo, dai pendenti posteriori. Questi sono sottili e piuttosto raccolti nell’angolo che formano con i foderi bassi che, per contro, sono di dimensione più importante. I forcellini sono in fibra di carbonio.

È il carro volutamente raccolto che restituisce prontezza di reazione alla bicicletta.

La linea pulita dell’insieme è il frutto del passaggio interno dei cavi di comando, sia dei deragliatori che dei freni. Il telaio è già predisposto anche per il montaggio di componenti elettronici. Il passaggio dei cavi all’interno, poi, non si traduce con un “mal di testa” per il meccanico. Nella parte inferiore della scatola del movimento centrale è stata predisposta un’ampia apertura di lavoro (opportunamente coperta), proprio per facilitare l’accesso per montaggio e manutenzione.

 

La geometria

Non si può parlare delle caratteristiche di un telaio senza considerarne la geometria. Questa è la naturale conseguenza delle scelte costruttive e viene elaborata assieme alla progettazione stessa delle sezioni del telaio. Ecco i vantaggi della tecnologia monoscocca: prima dell’uniformità della struttura, costruita senza soluzione di continuità, c’è l’uniformità di un progetto unico che si sviluppa lungo due linee comunque coerenti tra loro: caratteristiche costruttive e geometriche.

Nello sviluppo delle varie taglie del TF4 Fondriest ha puntato ad un avantreno non troppo raccolto. Ne guadagna la stabilità di guida. Nelle indicazioni date dall’azienda, prima che per le gare questo modello è segnalato anche alla voce “touring”. Nell’accezione classica, lo diciamo, è un po’ stretta questa definizione. Proprio per rigidità il telaio non sfigurerebbe in gara. Probabilmente può essere considerato un po’ più “lento” rispetto ad altri modelli geometricamente pensati per gare più nervose, ma è proprio la sua versatilità che, in definitiva, si fa apprezzare su strada. Che poi, a ben  vedere, non ci sono differenze molto marcate rispetto agli altri modelli che Fondriest propone con filosofia più “racing”.

Lo sviluppo delle varie misure è coerente con l’impostazione di base e le sei taglie no dovrebbero dare problemi a coprire qualsiasi esigenza.

 

Il montaggio

L’Ultegra di Shimano, nell’ultima versione, è un gruppo pregiato. L’avvicinamento al top della gamma è limitato giusto dal peso, ma la scelta è tutt’altro che di ripiego. Basti considerare che il peso finale di questa bicicletta è di poco superiore agli otto chili (così come è uscita dalla scatola giunta in redazione: senza pedali). Basterebbe scegliere delle ruote più pregiate per limare ancora qualcosa (le RS61 di Shimano sono ottime ruote, ma forse un po’ sottodimensionate, come qualità, rispetto al resto della bicicletta). D’altra parte anche il resto della componentistica è scelto pensando al bilanciamento col prezzo. I margini di miglioramento, per chi volesse regalarsi qualcosa di più pregiato, in seguito, ci sono. Intanto la bicicletta finita, così com’è, è già ottima.

Particolare la scelta del freno posteriore. Nella scelta dual pivot, come l’anteriore, questo è posto poco dietro la scatola del movimento centrale. Si tratta di una soluzione adottata solitamente sulle biciclette da cronometro per togliere dalle turbolenze del nodo di sella una parte ingombrante come il freno. La linea della bicicletta ne guadagna senz’altro. Per il montaggio è stato scelto il freno appositamente realizzato da Shimano proprio per questo posizionamento particolare. Per smontare la ruota posteriore non è presente la classica levetta che allarga i pattini, ma si agisce su un meccanismo posto lungo il cavo di comando.

Da questa soluzione la struttura del telaio ne risente positivamente perché la zona dei pendenti è alleggerita e il freno insiste su una sezione del telaio che è già robusta di suo. Resta il dubbio sulla praticità di un posizionamento decisamente esposto a polvere e sporcizia. È opportuno badare alla pulizia dei pattini freno, soprattutto se si dovessero adottare delle ruote con pista frenante in fibra di carbonio.

 

Su strada

Un po’ più lungo davanti, raccolto dietro, scatola del  movimento e tubo di sterzo abbondanti: le sensazioni non hanno fatto che confermare l’impatto visivo di una bicicletta che può dare belle soddisfazioni. La divisione in due parti: quella alta votata alla comodità e quella bassa dedicata alla rigidità, restituisce un telaio con caratteristiche di versatilità notevoli. Così come ci è stato inviato da Fondriest/Esperia è una bicicletta già ottima. Volendo migliorare qualcosa si può partire proprio dalle ruote ma il comportamento del modello scelto è comunque ben confacente al comportamento della bicicletta. L’impostazione geometrica della bicicletta, oltre a risultare comoda, restituisce anche una piacevole sensazione di sicurezza. Per questo ci sentiamo di consigliarla anche a chi vuole iniziare col piede giusto, oppure, semplicemente, vuole provare la fibra di carbonio venendo da un altro materiale.

 

Conclusioni

Al di là dell’ottima presentazione estetica, la Fondriest TF4 è una bicicletta che si fa apprezzare molto. La resa su strada è soddisfacente. I modelli superiori utilizzano fibra ancora più pregiata e a beneficiarne certamente è il peso. Ma della TF4 il valore da sottolineare è proprio la versatilità.

Non è una bicicletta esasperata sotto alcun aspetto ma, in definitiva, questo è quanto si cerca da una bicicletta di questo tipo. Sicurezza ed affidabilità, alla fine, sono delle linee guida che tutti desideriamo da una bici. Qui si apprezza l’esperienza di chi l’ha pensata e anche l’affidabilità di chi la produce (i test a rottura fatti in casa Esperia sono molto più severi di quanto richiesto dalla normativa vigente).

Il produttore, poi, è molto attento anche al post vendità. Sul sito Fondriest è presente una parte dedicata alla manutenzione con suggerimenti e indicazioni per tenere efficiente la bicicletta. Anche chi ha già esperienza potrebbe trovare comunque qualche suggerimento utile. Il link è questo:

http://www.fondriestbici.com/ita/service.php 

 

 

Scheda tecnica

Modello: Fondriest Tf4

Materiale del telaio: fibra di carbonio

Forcella: Carbon Reflex Fork

Gruppo: Shimano Ultegra 2014

Pedali: non inclusi

Guarnitura: Shimano Ultegra (50-34)

Pacco pignoni: Shimano Ultegra (11-25)

Catena: Shimano Ultegra Hg

Deragliatore: Shimano Ultegra

Cambio: Shimano Ultegra

Freni: Shimano Ultegra - 

Leve cambio: Shimano Ultegra

Serie Sterzo: aheadset Fondriest

Manubrio: Fondriest alluminio

Attacco Manubrio: Fsa Team Issue

Reggisella: Fondriest Alluminio

Sella: Selle San Marco Era

Ruote: Shimano RS61

Coperture: Michelin Lithion 2

Colori: finiture rosse oppure verde fluo

Misure: 6 misure da XS a XXL (44-59 per il tubo di sella - 51-59 per la lunghezza)

Peso*: 8,120 chilogrammi

Prezzo indicativo2.840,00 euro

Costruttore Fondriest by Cicli Esperia Spa - http://www.fondriestbici.com

*Il peso è riferito alla bicicletta così come ci è giunta in redazione e vedete nelle foto. In questo caso, senza pedali

 

 

La linea è molto pulita per il passaggio dei cavi completamente interno e l'assenza del freno nella parte posteriore.

 

 

Un dettaglio della forcella Reflex, la forma accoglie naturalmente il freno.

 

 

Sterzo molto abbondante e, nonostante questo, è sovrastato dall'abbondanza del tubo superiore.

 

 

Pochi cavi a vista. I registri di regolazione sono tutti raggiungibili anche in sella.

 

 

La nuova leva freno Ultefra è decisamente ergonomica e meno rumorosa del passato.

 

 

Forcellini in fibra di carbonio

 

 

Il supporto cambio è sostituibile.

 

 

La pulizia del nodo di sella senza la presenza del freno.

 

 

In queste due immagini è evidente la scatola del movimento centrale con il coperchietto che permette di accedere alla parte interna per gestire il passaggio dei cavi. Si noti il pulsante di rilascio del freno posteriore posto lungo il cavo di comando. Nonostante la posizione, l'azionamento è molto pratico.

 

 

 

Anche nella vista laterale il freno posteriore appare ben nascosto.

 

 

Il passaggio dei cavi è già predisposto per l'elettronica.

 

 

L'andamento leggermente curvato del tubo superiore.

 

 

Elevata modulabilità di frenata grazie al doppio fulcro.

 

 

Forma "al contrario" per la forcella Reflex. Notevole la stabilità

 

 

Un particolare dei cerchi