TEST - Cervélo S5 2012 - Aerodinamica da sballo per prove in linea e non solo
TEST - Cervélo S5 2012 - Aerodinamica da sballo per prove in linea e non solo
20 dic 2011
Quando dici Cervélo intendi sempre qualcosa di particolare. In effetti le biciclette del marchio canadese potrebbero andare in giro senza scritta e difficilmente si confonderebbero con altre. L’attenzione per le forme e la ricerca aerodinamica, ormai, è diventata quasi una firma.
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È il caso anche di questa S5, la bicicletta che abbiamo provato e chi vi presentiamo su Cyclinside.com pagine dopo averla restituita al fornitore con un po’ di polvere e qualche cristallo di sudore accumulato in salita nonostante l’inverno che inizia ad incalzare.
La S5 rappresenta l’ultima evoluzione della ricerca aerodinamica di casa Cervélo. Di fatto va a sostituire la S3 di cui, a prima vista, accentua la linea aerodinamica delle tubazioni (in particolare il tubo piantone che va a “coprire” perfettamente la linea della ruota posteriore). Ma ne è stata rielaborata anche la geometria.
Per l’occasione Cervélo ha presentato la S5 addirittura in tre versioni. Se le guardate da vicino non noterete la differenza: il telaio può apparire perfettamente identico nelle forme. E difatti sono tutte e tre realizzate con stampi identici. Le differenze sono sotto il cofano. Anzi, nella fibra di carbonio impiegata.
È così che si distinguono la S5 “liscia”, la S5 Team (telaio da cento grammi in meno rispetto alla versione base) e la S5 VWD il cui telaio ha un peso inferiore al chilo, ed è quello utilizzato dai corridori professionisti.
La “nostra” S5 è la versione base. Il telaio è di circa un chilo e 250 grammi, ma prima che storciate la bocca vi diciamo subito che in totale fanno meno di otto chili. E se pensate che nella versione in cui ci è stata inviata è con gruppo Ultegra, si capisce che il risultato non è affatto male. Tanto più che quei tubi abbondanti non sono certo facili da gestire se si punta solo alla leggerezza.
Il telaio
Il denominatore comune di tutte le sezioni di questo telaio è proprio la forma aerodinamica. Nessuna parte ne sfugge. Tra tutte spicca sicuramente il tubo obliquo dalla forma a goccia in cui si integra perfettamente la forcella in un incastro di forme che, viste lateralmente, nascondono quasi lo snodo dello sterzo. E la veste grafica gioca abilmente su questo.
Poi c’è il piantone. Che non è propriamente un tubo. D’altra parte nella costruzione monoscocca si possono sfruttare forme altrimenti impossibili. E la sezione che scende verso il movimento centrale è abbondante e avvolge perfettamente la ruota posteriore nel punto dove si creano i maggiori vortici aerodinamici.
Il movimento centrale è compatto e asimmetrico con asse del movimento oversize. Si chiama Bbright: l’asse del movimento centrale è da trenta millimetri e la scatola asimmetrica permette maggiore spazio alla guarnitura pur mantenendo le tubazioni di sezione molto abbondante com’è il caso del telaio S5. I cuscinetti sono interni al telaio.
I pendenti sono costruiti per “proteggere” aerodinamicamente il freno posteriore. Anche se il telaio è fortemente aerodinamico non è stata scelta una soluzione che prevedesse un posizionamento diverso di questo componente. Ed è pure meglio così vista la praticità per interventi di manutenzione e controllo. Nella loro sezione alare, i pendenti, proseguono fino ai forcellini posteriori dove si incontrano con i foderi bassi caratterizzati anch’essi da un profilo importante.
Alla linea aerodinamica si allinea pure il reggisella. Qui, anzi, la forma schiacciata ha una doppia funzione: oltre ad essere filante, infatti, permette il passaggio delle gambe senza problemi visto che prevede un doppio posizionamento del supporto sella.
Corsa o Triathlon?
Un telaio di questo tipo ha il carattere chiaro: corsa sì, ma anche nel triathlon può essere perfetto. Così come nelle cronometro. E per assecondare la posizione più di potenza è possibile avanzare il supporto sella in modo da cambiare significativamente la posizione. L’impostazione diventa più aggressiva anche se, ovviamente, meno comodo.
Il reggisella speciale richiede, proprio per la sua forma, un sistema elaborato di bloccaggio al telaio. Cervélo ha risolto la questione in maniera elegante. Da fuori si vede solo una vita a brugola inclinata nella parte superiore del telaio, affianco a dove fuoriesce il reggisella. Questa vite agisce su una coppia di spessori che vengono mandati in attrito quanto basta (da Cervélo consigliano di stringere attorno ai 4-5 Nm) per trattenere in posizione il reggisella. Allentarli è cosa rapidissima, così da poter fare eventuali correzioni di posizione.
I particolari
Notevole l’attenzione ai dettagli. Il telaio è già predisposto per il montaggio dei sistemi elettronici. Sotto al fodero posteriore sinistro sono presenti i fori per il supporto della batteria.
E pensare che all’inizio avevamo immaginato la batteria in posizione “classica”, sotto al portaborraccia. Ma i tre buchi presenti sul tubo obliquo hanno una valenza molto pratica per il posizionamento del portaborraccia. A seconda che si utilizzino una o due borracce, la borraccia sul tubo obliquo può essere in posizione più bassa e più pratica (e aerodinamica), oppure va spostata un po’ più in alto per fare spazio alla seconda borraccia fissata sul piantone.
Curioso, invece, il passaggio dei cavi di cambio e deragliatore. Sono previsti interni al telaio e, dal manubrio, si tuffano all’interno del tubo superiore con un angolo che fa pensare a qualche difficoltà di scorrimento. Ma non c’è da temere. In casa Cervélo hanno studiato le cose per bene, gli angoli interni sono sufficientemente ampi per assicurare il perfetto funzionamento meccanico. L’unica pecca (di cui tenere conto durante la manutenzione) è l’assenza di guide interne per i far uscire i cavi nel punto giusto. I meccanici storceranno la bocca ma, assicurano da Cervélo, una volta presa la mano la difficoltà è davvero minima. D’altra parte con questa soluzione si risparmia peso.
Altra particolarità è il montaggio del freno posteriore. Data la forma del telaio, non c’è fisicamente spazio per bloccarlo con la classica brugola. È stato studiato, allora, un supporto che, pur agganciando il freno in maniera classica (si montano freni assolutamente normali) ne permette il montaggio bloccandolo sul telaio rapidamente, senza interventi in posizioni impossibili. E l’efficacia, abbiamo sperimentato, c’è tutta.
Su strada
Data la rigidità promessa, non ci aspettavamo certo un telaio votato al comfort. La S5 non sfigura sotto questa voce, ma certo si tratta di una bicicletta molto “aggressiva”. Anche nella versione base che abbiamo provato. Pur non avendo testato per bene i modelli superiori, va detto che l’impressione di solidità e rigidità del telaio è notevole anche per la S5 “liscia”. A variare è solo il peso. Poi, ovviamente, le differenze ci sono pure, ma scegliendola in questa versione c’è davvero da invidiare poco in quanto a resa su strada. Senza dire, poi, che con un montaggio migliore si possono limare diversi grammi.
La forma aerodinamica non fa passare inosservata questa bici. È la stessa forma, però, che fa sentire un po’ di vento laterale quando questo spira con una certa forza. Niente cui non ci si possa abituare, ma è bene saperlo.
La forcella a steli dritti è risultata precisa e decisa nei cambi di direzione. Anche questa è stata completamente rinnovata rispetto a quanto visto finora in casa Cervélo.
Il montaggio con il gruppo Ultegra in versione scura è azzeccato per il livello della bici. Abbiamo apprezzato anche la scelta delle ruote Ritchey ad alto profilo in carbonio ma con pista frenante in alluminio.
Sul mercato
Come già detto la S5 viene proposta in tre diversi livelli di cui il Team, l’intermedio, è stato utilizzato spesso e volentieri anche dai professionisti. Questo dà una chiara idea di che tipo di prodotto stiamo parlando.
La fiducia nel proprio progetto la ditta canadese la dimostra anche dando garanzia a vita per i telai (per il primo proprietario). Al momento dell’acquisto è prevista una registrazione on line della propria bici per poter essere seguiti al meglio dalla casa madre.
Scheda tecnica
Modello: S5
Materiale del telaio: fibra di carbonio monoscocca
Congiunzioni: -
Forcella: fibra di carbonio
Gruppo: Shimano Ultegra
Pedali: non inclusi
Guarnitura: Shimano Ultegra
Pacco pignoni: Shimano Ultegra
Catena: Shimano Ultegra
Deragliatore: Shimano Ultegra
Cambio: Shimano Ultegra
Freni: Shimano Ultegra
Leve cambio: Shimano Ultegra
Serie Sterzo: Fsa
Manubrio: Ninenineone Gauss
Attacco Manubrio: Ninenineone Gauss
Reggisella: Cervélo
Sella: Selle San Marco Aspide
Ruote: Ritchey Carbon Pro Apex
Coperture: Vittoria Rubino Pro
Colori: bianco-rosso (come da foto)
Misure: sei taglie dalla 48 alla 61
Peso*: 7.940 grammi
Prezzo indicativo: Euro 4.336,00 (kit telaio 2.925,00)
Costruttore: www.cervelo.com
Distributore italiano: www.larm.it
Il particolare ingresso dei cavi di comando nel telaio.
Steli dritti, aerodinamici e rigidi per la forcella della S5.
Ecco come si blocca il reggisella nel telaio.
Le due parti vengono "tirate" da una vite a brugola e spingono uniformemente il reggisella bloccandolo in posizione.
La soluzione adottata per montare il freno posteriore senza dover inserire una chiave nella parte opposta (dove non è previsto alcuno spazio).
Carro posteriore aerodinamico e con sezioni abbondanti.
Manubrio e attacco 991 si sono rivelati molto robusti. Da questa immagine si nota anche come si incrociano i cavi di comando sopra l'attacco. Il ciclocomputer è meglio montarlo sulla curva manubrio che non sull'attacco.
Il deragliatore anteriore è del tipo "a saldare".
Sottilissimo il reggisella. Alla vista frontale scompare quasi.
Nel nostro caso la sella è montata sul supporto posteriore, ma si può spostare in avanti modificando la posizione in sella.
Tutte le sezioni sono state elaborate in galleria del vento.
Tre viti per spostare il portaborraccia in posizione rialzata in caso di utilizzo anche della seconda borraccia fissata sul piantone.
Un particolare del passaggio dei cavi. Si nota (a sinistra) la predisposizione per il montaggio della batteria dei sistemi elettronici.
La linea imponente del movimento centrale BBright.
Robuste, aerodinamiche e non troppo pesanti le ruote Ritchey Apex Pro.























