TEST - Campagnolo Super Record EPS
TEST - Campagnolo Super Record EPS
09 nov 2011
Dopo la presentazione è stato il momento del test. Campagnolo ha allestito per l’occasione una squadra di biciclette in livrea EPS per far provare alla stampa i nuovi gruppi elettronici. Tutte montate Super Record EPS e ruote Bora su telai ufficialmente anonimi ma dalla forma chiaramente riconoscibile. D’altra parte la forcella Onda di Pinarello è tutt’altro che anonima.
(Per la presentazione vedere qui)
Cliccare sulle fotografie per ingrandirle. La galleria delle immagini è in basso.
Via col test
Le prime pedalate sono servite più che altro alle regolazioni di fino della posizione in sella, ma già da lì si è apprezzato il feeling perfettamente “Campagnolo” degli Ergopower. È vero, sono completamente diversi dal punto di vista tecnico e meccanico, ma l’ergonomia è la stessa e quindi chi viene da un gruppo meccanico della casa vicentina non noterà alcuna differenza.
Nel corso del nostro giro alle pendici dell’Etna abbiamo avuto modo di stressare in tutti i modi (e, lo ammettiamo: mancandogli anche un po’ di rispetto) i componenti del Super Record che ci è stato affidato.
Decisamente comodo il multi-shift: ossia la possibilità di spostare la catena su più rapporti contemporaneamente. La trasmissione EPS permette, con un comando solo, di scorrere dal primo all’ultimo pignone, sia in salita che in discesa, in tempi decisamente rapidi. La salita del multi-shift, forse, è leggermente più lenta rispetto al cambio meccanico, ma è pure vero che questo ne tira su tre al massimo con un’unica azione.
Quando ci è capitato di trovarci di fronte ad uno strappo improvviso è bastato tenere premuto il pulsante di salita sull’Ergopower destro per raggiungere un rapporto adeguato. Non c’è neppure da preoccuparsi della taratura del deragliatore perché questo trova automaticamente la posizione migliore. Le microregolazioni avvengono ogni due pignoni di cambiata sul posteriore. Solo in caso di utilizzo del multi-shift per tutto il pacco pignoni si avrà una regolazione unica al termine dell’operazione con il cambio posteriore. «Abbiamo programmato il sistema in questo modo per dare maggiore velocità nell’esecuzione del comando» chiarisce Flavio Cracco, progettista del sistema EPS.
Non è una caratteristica da poco questa dell’auto regolazione del deragliatore. Venendo da un sistema meccanico si apprezza molto. In sostanza, una volta deciso per la corona grande o la piccola non c’è alcun bisogno di utilizzare il comando del deragliatore. E la catena scorre sempre fluida. Con la trasmissione a undici velocità elettronica si ha l’attuazione di un utilizzo ideale del cambio regolando lo sviluppo metrico con precisione tutte le volte che si ritiene necessario e consentendo con il minimo sforzo di ottimizzare lo sforzo sui pedali.
Cambio e deragliatore elettronici sono molto potenti. Abbiamo provato a spostare la catena tra pignoni e corone anche in trazione e addirittura in piedi sui pedali in salita, senza avere tentennamenti nell’operazione.
Anzi, proprio in fuorisella l’azione sul pulsante di comando, piuttosto che su una leva meccanica, risulta particolarmente rapida da effettuare.
Resta il fatto che si tratta comunque di una situazione che porta a stressare la catena per cui, in generale, è bene non abusarne.
Comandi “secchi”
Anche con il sistma EPS Campagnolo mantiene la sua caratteristica di azionamento deciso dei comandi. Non c’è il rischio di cambiate accidentali (ad esempio, aggrappandosi al manubrio per saltare una buca) ma, allo stesso tempo, l’azione non risulta dura. Si può far scendere la catena anche agendo sul pulsante interno azionato col mignolo con le mani in presa alta (e non sono certo richieste doti circensi).
Regolazioni “al volo”
Pur non essendoci stato bisogno di agire sulle micro regolazioni durante la nostra prova, abbiamo comunque “giocato” con il sistema di microregolazioni di cambio e deragliatore. Sostanzialmente, questa funzionalità sostituisce le viti di registro presenti (neppure sempre a dire il vero) sul telaio e sul cambio per la regolazione dei deragliatori.
«Il corridore può anche decidere di impostare in corsa una cambiata più “morbida” o più aggressiva, così come si fa agendo sul tensionamento del cavo del sistema meccanico» fa notare ancora l’Ingegner Cracco.
Note sul montaggio
Campagnolo è sulla stessa linea di Shimano per quanto riguarda le predisposizioni dei telai al sistema elettronico. Il passaggio dei cavi, in ogni caso, può avvenire anche esternamente consentendo, quindi, il montaggio su telai non predisposti.
Nei telai specifici per l’elettronico il supporto dell’unità centrale può essere montato direttamente con una staffa che parte del portaborraccia, ma deve, comunque, essere previsto un foro per l’ingresso dei cavi all’interno del telaio. La presenza della staffa è fatta coincidere con uno spessore da applicare tra il supporto dell’unità centrale e il telaio stesso al fine di evitare le vibrazioni. Altrimenti si può prevedere, così come è stato fatto sulle biciclette date in prova ai giornalisti in questa giornata di test, un supporto specifico da applicare direttamente al telaio. Erano così, ad esempio, le Pinarello utilizzate dal Team Movistar a partire dal Tour de France. Le precedenti erano dotate della staffa di cui abbiamo detto.
Il montaggio, in generale, non richiede particolari abilità. Non più di quante non ne servano per un gruppo tradizionale, insomma. Ovviamente, è scontata la necessità di attenersi scrupolosamente alle istruzioni fornite da Campagnolo.
Al termine della pedalata, poi, è bastato inserire il piccolo magnete cilindrico nel foro apposito dell’unità centrale per spegnere il sistema e preservare la carica della batteria. I più pignoli si ricorderanno di posizionare comunque la catena su pignone e corona più piccoli prima di mettere a riposo la bici. Non ci sono molle nel sistema di cambiata, ma in questo modo si tiene comunque scarica la molla del bilanciere del cambio posteriore.
Conclusioni
Alla resa dei conti è inevitabile interrogarsi sulle motivazioni di una trasmissione elettronica. La comodità c’è, non abbiamo dubbi su questo e anche i più scettici, una volta provato, tornano indietro a malincuore (lo ammettiamo: l'elettronico dà dipendenza). E questa confidenza l’abbiamo già raccolta da più di un corridore professionista. Compresi quelli che erano tutt’altro che favorevoli al passaggio al nuovo sistema.
Ancora sui prezzi
Come detto, non è stato ancora diffuso un listino ufficiale. Le indiscrezioni parlano, però, di un allineamento del Record al prezzo del Di2 (il riferimento è al Dura Ace) di Shimano. Il Super Record è considerato un gruppo “al di sopra” di qualsiasi livello. E questo si rifletterà anche nel costo così come avviene per il “fratello” meccanico.
Sul mercato i gruppi Super Record EPS e Record EPS dovremmo iniziare a vederli a dicembre 2011. Le prime forniture saranno per i costruttori e, a seguire, l’after market. Se state pensando a cosa farvi regalare per Natale, insomma, potete iniziare a buttare lì l’idea. Beati voi.
Galleria di immagini:
Rispetto ai prototipi visti in precedenza il deragliatore è cambiato parecchio.
L'interfaccia pul essere agganciata anche ai cavi di comando dei freni.
Il passaggio dei cavi interno al telaio è uniforme a quello di Shimano. I telai predisposti possono quindi montare l'uno o l'altro sistema senza ulteriori personalizzazioni.
La grafica definitiva
La bicicletta di Ventoso. L'unità centrale è montata sulla staffa ed è evidente, in azzurro, l'ammortizzatore anti vibrazioni.
Valentino Campagnolo con una bici montata col nuovo gruppo.
Ancora Valentino Campagnolo. Qui intervistato da Nicole Formosa, giornalista di Bicycle Retailer e Industy News. Una delle domande più frequenti? Se usciranno altri gruppi elettronici prossimamente. Bocche cucite ovviamente, ma certo la strada ormai è tracciata.



















