TEST - ATR Leonardo. Un telaio che si esalta nei punti difficili
TEST - ATR Leonardo. Un telaio che si esalta nei punti difficili
03 nov 2011
“Roba da Formula 1” si sente dire spesso quando si parla di fibra di carbonio, oppure si fa riferimento all’aeronautica, perché certi materiali sofisticati sono effettivamente utilizzati e sviluppati partendo da questi settori. Quando si parla con i responsabili di ATR la sensazione di essere dentro un centro studi ben al di sopra del settore ciclistico è netta. Ed è proprio così in effetti.
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La galleria di immagini è in basso.
Atr Group è un’azienda specializzata in fibra di carbonio e che fa il suo business proprio nel campo automobilistico e aeronautico. Porsche e Ferrari, tanto per fare alcuni nomi, sfruttano il lavoro della ditta abruzzese e basta poco a capire che qui il carbonio è di casa. Entra sotto forma di tessuti direttamente dal produttore Toray, ed esce in forme monoscocca che seguono le esigenze costruttive dei diversi progetti, sia dal punto di vista del design che, ancora di più, delle finalità tecniche.
La nascita di un progetto
La bicicletta in casa ATR è arrivata quasi per caso. Almeno così come la vediamo ora nelle immagini di questa pagina. Non è un segreto che ATR abbia lavorato come terzista anche per Colnago accumulando conoscenze nel campo delle due ruote a pedali. Tuttavia questo esordio in prima persona, con il proprio marchio sul mercato, è dovuto più alla passione del personale che lavora in azienda che non a un progetto ponderato.
«Avevamo della fibra di carbonio in avanzo da altre lavorazioni – ci hanno confidato da ATR – e allora, alcuni nostri tecnici e ingegneri, appassionati di ciclismo, hanno pensato di utilizzarla per un telaio. Viste le conoscenze accumulate negli altri settori avevamo alcune idee da mettere in pratica».
È nata così la prima bicicletta chiamata ATR. Il progetto, anzi, è stato chiamato Leonardo, non a caso, e le prime prove effettuate hanno iniziato subito a dare risultati confortanti. Tanto da far evolvere il progetto fino all’attuale modello che ci è arrivato da provare. E non è certo una bicicletta improvvisata.
Tecnica di costruzione
Uno dei vantaggi di ATR è di poter realizzare tutto internamente: dagli stampi al prodotto finito. Questo significa una grande capacità evolutiva riuscendo pure a contenere i costi. Lo stampo per una struttura monoscocca è comunque impegnativo economicamente, ma realizzato in casa permette di avere una maggiore flessibilità.
«Anche gli stampi di polimerizzazione sono realizzati in fibra di carbonio – spiegano da ATR - in questo modo sia lo stampo che il contenuto mantengono lo stesso coefficiente di dilatazione termica che ci permette di ottenere un materiale di altissima qualità».
Lo stampo della Leonardo, va sottolineato, comprende anche i foderi posteriori, e sappiamo che sono pochi ad utilizzare questa (costosa) tecnologia. Quando si parla di monoscocca, normalmente, il riferimento è a strutture comprendenti la parte anteriore in un blocco unico alla quale, successivamente, sono stati applicati foderi e pendenti. Pensate, invece, cosa può essere una struttura in cui anche queste sezioni fanno parte dello stampo monolitico. Un lavoro di assemblaggio e preparazione decisamente più complicato, ma il risultato è evidentemente migliore sia dal punto di vista strutturale (le fibre non hanno più un punto di interruzione definito) che materiale.
La nostra Leonardo 03 è stata realizzata con fibre di carbonio T800 M46J, il materiale, fornito dalla Toray, è tra quelli di più alto livello presenti sul mercato. Per i più curiosi ecco le specifiche del materiale.
Lo sviluppo geometrico
La forma che ne è uscita è la migliore possibile. Ne sono convinti in casa ATR, dove hanno sviluppato il telaio Leonardo attorno ad un progetto di dinamica e di elaborazione dei materiali. La soluzione prevede tubi leggermente curvati e dimensioni molto abbondanti con pure delle forme di rinforzo posizionate nei punti più sollecitati.
La forcella
Con la stessa logica costruttiva è stata realizzata anche la forcella. Il peso non è stato considerato prioritario, siamo attorno ai 400 grammi. Ma prima di tutto si è puntato al rendimento dinamico e all robustezza. Il materiale è lo stesso adottato per il resto del telaio ma le forme sono abbondanti pure se aerodinamiche. Gli steli dritti per domare senza esitazioni le bizze dinamiche di ruote anche molto diverse che possono essere montate su questa bicicletta. Con ruote opportune potrete trasformare la bici da scalatrice a cronometrista.
«Con la forcella siamo voluti rimanere su un disegno più classico – spiegano da ATR – ma alla fine ne è venuto fuori un ottimo progetto di aerodinamica e robustezza che ci ha fatto guadagnare un plauso anche dal TUV, l’ente di certificazione cui abbiamo sottoposto il nostro lavoro».
Su strada
Dopo essete stata presentata nei mesi scorsi la curiosità di salire a bordo di questa Formula 1 era tanta. La bicicletta ha un aspetto massiccio, aggressivo sotto il nero lucido e la grafica che riprende la struttura molecolare del carbonio. Ma già dalle prime pedalate l’aspetto estetico passa in secondo piano. Un telaio così “tosto” non è roba di tutti i giorni e davvero cede poco sotto i colpi di pedale. E qui non è questione di potenza applicata dal ciclista, c’entra anche quella, certo, ma si tratta proprio di sentire una risposta precisa ad ogni comando che si dà alla bicicletta. La coerenza di questo telaio si gode nelle fasi in cui una struttura può andare più in crisi. Scatti su fondi non lisci e curve e discese. Ecco, ci sono biciclette che fanno diventare le discese facili e la Leonardo è una di queste. Merito dei materiali ma anche della geometria azzeccata.
In salita alzarsi sui pedali è una sensazione precisa di risposta secca da parte del telaio.
Sul mercato
La Leonardo viene proposta in tre misure: S, M/L e XL. Sono le taglie elaborate per coprire gran parte delle esigende dei ciclisti, ma vista la forte evoluzione in corso non ci sorprenderemmo nel vedere aumentare le taglie disponibili prossimamente. Anche le colorazioni, per ora in versione lucida o opaca, possono essere personalizzabili. Nel Salone di Padova faceva bella mostra di sé un telaio tutto bianco.
Conclusioni
ATR sta preparando, proprio in questi mesi, la sua rete di vendita con cui punta direttamente ai negozi che, quindi, possono prendere accordi veloci con l’azienda. La ditta abruzzese è anche molto attenta al post vendita e lo studio fatto sulla fibra di carbonio è una garanzia di qualità del prodotto. In ATR, inoltre, c’è un lavoro molto accurato proprio per prevenire danni e rotture. L’analisi sul materiale avviene direttamente all’interno dell’azienda con metodi che altrimenti sarebbero costosissimi. E partendo da questi studi la qualità del carbonio non può che essere pressoché perfetta. Una garanzia in più per chi decide di affidarsi a questo marchio non ancora conosciuto, ma che nelle due ruote non è certo per caso.
Scheda tecnica
Modello: Leonardo
Materiale del telaio: fibra di carbonio
Congiunzioni: -
Forcella: carbonio
Gruppo: Campagnolo Chorus
Pedali: Look Keo 2 Max
Guarnitura: Campagnolo Chorus 34-50
Pacco pignoni: Campagnolo Chorus 11-25
Catena: Campagnolo C11
Deragliatore: Campagnolo Chorus
Cambio: Campagnolo Chorus
Freni: Campagnolo Chorus
Leve cambio: Campagnolo Chorus
Serie Sterzo: Fsa
Manubrio: Fsa Sl-k
Attacco Manubrio: Fsa Sl-k
Reggisella: Fsa Sl-k
Sella: Fi'zi:k Antares
Ruote: Campagnolo Shamal Ultra 2-Way fit
Coperture: Continental Grand Prix 4000S
Colori: Carbonio trasparente lucido o opaco.
Misure: S-ML-XL
Peso*: 7,450 grammi
Prezzo indicativo: 3.300 euro iva inclusa. Telaio con forcella.
Costruttore: ATR Group www.atrgroup.it
*Il peso è riferito al modello che ci è giunto in redazione così come da scheda tecnica.
Anche il tubo di sterzo è di dimensioni importanti. È conico per dare tutto l'appoggio necessario alla forcella.
La linea curvata dei foderi posteriori prosegue sul tubo superiore del telaio.
Il logo ATR è in rilievo.
La forcella ha steli dritti e un rinforzo che la rende pressoché indistruttibile.
La nostra bici era numerata "03". Il terzo telaio prodotto di questa serie. Da notare i foderi posteriori in un blocco unico dopo il nodo di sella.
I cavi di comando scorrono internamente al telaio.
Sella Fi'zi:k Antares. Un appoggio che si è rivelato comodo.
La bici che ci è stata inviata era montata con gruppo Chorus pur se nella versione 2010. Montato con precisione.
La scatola del movimento centrale è abbondante e può accogliere qualsiasi tipo di movimento.
I forcellini di innesto della ruota posteriore sono in lega di alluminio.
Manubrio, attacco e reggisella sono della serie SL-K di Fsa. La curva compact permette un appoggio comodo anche in presa bassa.



















