Lo stretching aiuta nella posizione in bici
Lo stretching aiuta nella posizione in bici
31 gen 2010
Questo articolo prende spunto da una richiesta arrivata da un lettore di Cyclinside.com.
Il caso di questo lettore va al di là del semplice posizionamento in bicicletta secondo i parametri classici e per la risposta è giunta in aiuto Francesca Rotondi, esperta di fisiologia, alimentazione e con un passato da atleta di alto livello (campionessa italiana di Triathlon nel 1987, azzurra e 7a classificata all'Ironman).
Ecco la domanda del lettore e la risposta di Francesca che fa riflettere come, per problemi di posizione in bici, si possa lavorare anche con una ginnastica specifica.
Raffaele da Spigno Saturnia (LT) scrive:
«Avrei un quesito da porre riguardante problemi di postura che ho e che mi comportano alcuni problemi nella pedalata. Infatti ho il bacino ruotato verso sinistra. Questo mi comporta che la gamba destra diventi più lunga (ma nella realtà l'arto non è più lungo dell'altro) e la sinistra più corta.
La gamba sinistra, quindi, spinge di più e si stanca prima. La rotula destra, alla prova del filo a piombo, risulta molto avanzata mentre la rotula sinistra è in posizione normale. Quindi non posso spostare la sella.
Ho messo un piccolo spessore sotto la tacchetta sinistra per cercare di "scaricare" un po' la gamba. Purtroppo in questo momento non posso andare dal biomeccanico. Cosa posso fare? Mettere un altro spessore sotto la sinistra e arretrare un po la sella?»
Ed ecco la risposta di Francesca Rotondi:
«Il quesito del lettore riguarda un argomento sul quale sto facendo un aggiornamento e molta esperienza pratica, perché la palestra dove lavoro (As Meeting di Genzano Romano, ndr), è soprattutto un centro di preparazione atletica e di riabilitazione sportiva.
Devo subito dire che l'approccio con il problema dovrebbe essere un altro.
Mi spiego: trovare gli adeguati aggiustamenti in sella con spessori, arretramenti e spostamenti dei componenti, non farà altro che alimentare nuovi scompensi di adattamento, che non porteranno mai ad una soluzione, anche appena sufficiente. Il mio consiglio, dunque, è quello di levare ogni supporto (anche gli eventuali spessori plantari), e di cominciare da subito un buon lavoro posturale giù dalla bici. La cosa migliore da fare sarebbe quella di trovare un corso di "ginnastica FUNZIONALE", tenuto da un laureato in scienze motorie o in fisioterapia.
Questa tipologia di esercizi, oggi utilizzata anche per la preparazione dei ciclisti professionisti, spesso in sostituzione delle macchine isotoniche, produce miglioramenti incredibili.
Ovviamente, se c'è un problema posturale, soprattutto in età adulta, difficilmente si potrà risolvere, ma il risultato ottenibile è una completa "compensazione" che permette di trovare i giusti equilibri biomeccanici, anche in sella. Leggo che in questo momento il lettore non può rivolgersi ad un biomeccanico, quindi, se dovesse essere proibitiva anche la frequentazione di un corso mirato in palestra, potrei suggerirgli di acquistare il libro: "L'allenamento fisico del ciclista" di G. Cedolini - Calzetti Mariucci editori.
Questo testo è corredato anche di DVD e presenta una serie di esercizi, facilmente realizzabili. Sarà FONDAMENTALE, poi, fare almeno due sedute di stretching a settimana: non voglio esagerare, ma lo stretching potrebbe essere veramente RISOLUTIVO!!! Ho visto risolvere molti casi simili con un'applicazione costante e ben organizzata di stretching».
Francesca Rotondi, tra l'altro, è autrice del volume "Stretching" edito dalla Compagnia Editoriale (la casa editrice delle riviste Bicisport, Cicloturismo e MTB Magazine) che permette di avere una scelta degli esercizi mirati e adeguati al ciclismo.






inserisci un commento
totale 0 commenti: