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Eroica 2011: a spasso nel tempo pedalando sulle strade bianche

03 ott 2011

Com’erano i corridori di una volta? No, non quelli di ieri, magari quelli dell’altro ieri. Noi siamo abituati a vederli in fotografie bianco e nero scolorite e sgualcite, facce stanche che sembrano dimesse e sfortunate. Ma non ci accorgiamo che avevano fisici possenti e muscoli lucidi, almeno prima di impastarli nella polvere delle strade del tempo. Sguardi fieri e furbi, altro che sfortunati.

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Ora immaginateli a colori, anzi no, venite all’Eroica. Un mondo a parte, un salto nel tempo cui partecipano tutti, non solo i protagonisti di questa manifestazione con biciclette vintage, ma anche gli abitanti di questo angolo di Chianti. Il fine settimana dell’Eroica è un libro di storia da sfogliare, ma senza cronologia. Giri pagina dietro ogni curva e non sai mai se vedrai un gregario di Coppi, oppure di Ganna. Forse incrocerai Moser alla sua prima Roubaix, ma anche Anquetil, ben pettinato, e gli altri.

Gli “eroici” si vestono di tutto punto appena arrivano. Qui l’amministrazione provinciale ha una cura speciale per le strade secondarie, e sono tra le migliori che si possano trovare in Toscana ma non solo.

L’organizzazione dell’Eroica fa leva sulla passione. Chi viene qui, in provincia di Siena, non usufruisce di un servizio, prende parte a un evento di cui sarà protagonista e un po’ anche organizzatore. Per questo nei tre giorni passati in Toscana non abbiamo visto nessuno lamentarsi. Chi pensa alle difficoltà può andarsi a vedere cos’era correre in bici nella prima metà del secolo scorso e ridimensionare le sue sfortune.

L’Eroica si costruisce giorno per giorno nei mesi che precedono l’evento, l’allenamento, c’è anche quello, è secondario. E comunque ci sono quattro percorsi diversi da fare, da 40 a 205 chilometri a seconda di quanto ci si sente preparati.

Si costruisce la bici, si scelgono i componenti e l’abbigliamento, magari si decide di interpretare simbolicamente un campione del passato.

È il caso di Alberto, appassionato senese ma romano d’adozione. Lo scorso anno era Thevenet, in sella ad una Peugeot recuperata tra mercatini, ebay e ricerche fortunate. Quest’anno ha interpretato Dietrich “Didi” Thurau, campione tedesco, impavido vincitore a Roubaix.

«Quando ho trovato la Gios Super Record con cui farò l’Eroica – ci ha raccontato il giorno della vigilia – era stata ammodernata, montava componenti Shimano affianco agli originali Campagnolo.

«Pian piano ho trovato componenti e pezzi vari, tra cui la tripla Campagnolo degli anni settanta e tutto il resto che rendesse adatta questa bicicletta all’occasione, anche se poi i componenti non sono tutti corrispondenti tra loro, l’importante è che siano vecchi, anzi, eroici».

Per questo evento si muove tutta la provincia, non solo Gaiole che pure viene invasa da una quantità di visitatori equivalente a più del doppio dei suoi abitanti: «Qui siamo duemilasettecento – racconta Giancarlo Brocci, l’organizzatore, col suo toscano di consonanti aerodinamiche – e noi dell’Eroica, pur volendo valorizzare il territorio, non vogliamo sconvolgerlo. Per questo abbiamo messo il numero chiuso alle iscrizioni».

L’edizione 2011 ha visto 4.090 partenti ma vanno considerati gli accompagnatori e i semplici appassionati che vengono qui a vedere un evento che coinvolge tutti. Anche chi non lavora direttamente con l’Eroica.

Nelle strade sbucano fuori mezzi d’epoca e i vestiti si adeguano. Nei punti di controllo, così come nei ristori, le signore indossano abiti antichi, di varie epoche, come le biciclette che gli passano accanto. Anche le ragazzine si vestono di una timidezza d’altri tempi, nei loro abiti lunghi di semplice eleganza.

I ristori rispettano lo spirito “eroico”, e si mangia bene: niente integratori, solo frutta (tanta uva), noci, crostata, uova e pane imbevuto di vino. Il Chianti è ovviamente affianco all’acqua che, da queste parti, fa arrugginire le bici. Meglio il rosso che non tradisce (certo, sotto il sole cocente...) e poi via a farsi timbrare il foglio di viaggio un po’ umido di sudore per andare al prossimo ristoro e quindi all’arrivo.

E quando si giunge al traguardo dispiace un po’. Caricare la bici in macchina vuol dire scavalcare di nuovo gli anni, ma c’è la prossima edizione da organizzare, siete pronti? Noi abbiamo già un’idea di legno e di lana.

Guido P. Rubino

Il via (e l'arrivo) nel centro di Gaiole in Chianti. I primi sono partiti alle cinque di mattina

Il mercatino resta aperto fino a sera. Ci si trova davvero di tutto.

Il giornalista di France 3 si è presentato così, moto d'epoca del Tour de France. E lui se l'è fatta tutta da Parigi.

Il nostro amico Alberto, con la sua Gios restaurata. «Una bici "Frankenstein"» dice, ma l'effetto è ottimo.

La tripla Campagnolo sulla Gios di Alberto. Un pezzo raro (ma certo non molto "alla Thurau")

Davide ha utilizzato una vecchia Pinarello del papà della sua ragazza.

Curioso il logo Pinarello? Pensate, è fatta in Germania. Da approfondire.

Muscoli tirati a lucido dentro pantaloncini di lana e scarpini in cuoio. Prima del via.

Una splendida Umberto Dei.

Gli scarpini Detto Pietro personalizzati per Saronni. Primi anni '80.

E lei? Anche la macchina fotografica è vintage. E con pellicola grande formato.

Elena ha corso l'Eroica con zainetto e sci: «Vivo in montagna e i miei nonni facevano così per andare a sciare».

Lo spirito toscano. Commentare non serve (ingrandite la foto!)