RSS

Specialized Body Geometry Fit, dalla pista alla bici di tutti i giorni

19 mar 2013

Una giornata di prove, in bici con le ragazze del Team Specialized lululemon. Loro in sella mica sempre, ma pedalando tanto, sulla bicicletta da cronometro e sul simulatore Retul impiegato dai tecnici della Body Geometry Fit di Specialized per studiare la posizione e le variazioni che ne possano favorire il rendimento. Prove sotto gli occhi delle telecamere e di Sean Madsen, lo specialista americano che viene dalla scuola di Andy Pruitt e di Silvio Coatto, l'esperto italiano.

E poi, ancora sotto il controllo attento di Jarno Trulli che collabora con Specialized per quanto riguarda i sistemi di rilevamento della telemetria. I dati registrati dalle atlete che giravano sulla pista di Montichiari venivano “sparati” direttamente al muretto del box appositamente approntato. Qui i tecnici potevano vedere le informazioni di pedalata e di posizione per suggerire al volo le variazioni necessarie.

Cosa è cambiato

A fare i test c'erano Katie Colclough, Lisa Brennauer e Carmen Small. Dopo i test sul simulatore (su cui la regolazione millimetrica della posizione è più immediata) si è passati a modificare l'assetto delle biciclette da cronometro e quindi a provare su pista dove, in condizioni climatiche controllate, è possibile valutare le differenze di posizione.

Le cicliste iniziavano inanellando giri di pista via via più veloci (tenevano d'occhio loro la velocità sul display dell'SRM montato tra le appendici aerodinamiche) e il sistema trasmetteva al “muretto” i dati relativi alla potenza necessaria e alla posizione. Un sensore presente sulla bicicletta controllava la posizione corretta della testa per essere sicuri che tutte le variabili fossero sotto controllo e l'unica differenza evidente alle misurazioni fosse la nuova impostazione in bicicletta.

Niente posizione più lunga. Come già evidenziato per Nibali, spesso nei test Body Geometry Fit di Specialized si evidenzia come la posizione più efficace sia quella che permette all'atleta di stare più rilassato. In questo caso spesso si è allargato l'appoggio sulle prolunghe, rilassando le spalle e notando come la testa scendeva naturalmente più giù, quindi meno superficie all'aria.

E per i comuni mortali?

Abbiamo assistito a tanti test effettuati su biciclette da cronometro e da pista, ma la Body Geometry Fit non è solo roba per atleti professionisti.

La conferma ce l'ha data durante una pausa proprio Sean Madsen: «Quando mettiamo in posizione corretta qualsiasi utilizzatore della bicicletta il primo guadagno che si ottiene è un aumento del comfort – ci ha spiegato in una pausa del lavoro intenso che stava svolgendo (giornate che iniziano con i test alle 7.30 della mattina e terminano dopo le 20.00, e spesso Madsen rimane ad elaborare dati fino a notte inoltrata) – inoltre con la posizione corretta si risolvono in partenza tanti piccoli dolori di cui nell'uso comune della bicicletta spesso si fa fatica a individuare la causa».

Due telecamere e il confronto diretto tra le diverse posizioni dopo aver pedalato con uno sforzo di circa il 60 per cento delle proprie possibilità (così da far mettere il corpo naturalmente nella posizione più naturale in bici). Praticamente impossibile sbagliare. E le sensazioni degli atleti passat sotto gli occhi elettronici ne sono la conferma. Anche i risultati.

Ulteriori informazioni su: http://www.specialized.com/it/it/hub/bgfit