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Vision: ruote artigianali, con un mozzo speciale

16 dic 2011

Al Tour de France 2011 sono state testate, ora i nuovi modelli di ruote Vision 2011 sono presenti sul mercato (pronta consegna) in una gamma che ormai si può tranquillamente definire completa e adatta a tutte le esigenze: dall’allenamento, alle granfondo, fino alle competizioni più impegnative. Avevamo già avuto modo di vedere le ruote Vision da vicino. Stavolta abbiamo approfondito il discorso direttamente con Roberto Rinaldi, il tecnico che si occupa direttamente di questo marchio, progetta le ruote, valuta i commenti dei corridori, e fa quelle piccole modifiche che, alla resa dei conti, possono fare la differenza.

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Eccole allora. Stavolta abbiamo parlato soprattutto dei mozzi. Rinaldi ci ha spiegato come il lavoro effettuato sul mozzo ha portato ad una ottimizzazione sotto diversi punti di vista per quanto riguarda la gamma 2012.
L’efficienza, in fin dei conti, è il parametro fondamentale cui si bada al momento della scelta di una ruota. L’affidabilità di questo componente non deve essere un compromesso. Ma se c’è anche la versatilità e facilità (leggi anche: economicità) di manutenzione, il valore aggiuntivo non è poco.

«Guarda il cerchio – sollecita Rinaldi – anche nei modelli più pregiati ad alto profilo ho voluto mantenere le nipples esterne. Un eventuale intervento di manutenzione è semplice e immediato. E alla portata di tutti. L’impiego di nipples in ottone, poi, al posto di quelle in alluminio, evita i problemi di ossidazione».

Sappiamo bene come per le ruote la voce “manutenzione” sia una variabile solo temporale. Viste le sollecitazioni che comunque subiscono le ruote, prima o poi bisognerà metterci mano. E sapere che il lavoro sarà semplice ci assicurerà anche un intervento rapido.

Ma Vision ha studiato la gamma 2012 proprio per essere affidabile. Già i cerchi ad alto profilo hanno in sé una robustezza superiore (davvero difficile mandarli fuori centro, in generale) tanto più se la costruzione è ottimizzata per questo parametro. Particolare il lavoro sulle ruote Trimax T42.

«Normalmente nella realizzazione dei cerchi in fibra di carbonio con anima in alluminio si fanno diversi passaggi e si arriva comunque allo spessore di un millimetro dell’anima interna – spiega Rinaldi – noi abbiamo affinato la lavorazione arrivando a 0,7 millimetri. Non si tratta solo di un cerchio in alluminio con su applicata la fibra di carbonio, qui alluminio e composito concorrono al risultato di robustezza necessaria facendo risparmiare anche sul peso».

Poi c’è l’ottimizzazione dei mozzi, studiati anche per rendere le ruote più rigide. Ma è lo stesso Rinaldi, qui, che ce ne parla in questo video:

Montaggio manuale

La stabilità delle ruote è data anche dal montaggio. Quello delle Vision viene effettuato manualmente, una per una, e ottimizzato da un lavoro di assestamento che evita di dover intervenire dopo i primi chilometri per sistemare i raggi.

«All’inizio del mio lavoro – racconta ancora Rinaldi – vedevo i meccanici che spesso, per assestare le ruote, una volta montate, le mettevano a terra e salivano sui raggi con i piedi. Certo, quello è un modo piuttosto traumatico, ma il principio è giusto: allora ho elaborato un sistema per cui, una volta montata la ruota, questa viene sollecitata, tramite due pistoni, con forze contrapposte di circa 35 chilogrammi che le stressano il necessario per stabilizzarle. Così facendo la ruota che forniamo ai nostri clienti è già “collaudata” e assestata.

«Aggiungo pure che, in questo modo si rileva pure l’eventuale difettosità del cerchio: se anche fosse sfuggito ai normali controlli di fabbrica un cerchio difettoso, con queste sollecitazioni verrebbe subito evidenziato.

La gamma

Alto profilo ma non solo. Quelle di Vision sono ruote di tutte e tipologie. E basta sfogliare il catalogo per rendersi conto come ognuno possa avere una ruota “personalizzata” per le proprie esigenze.

Dalla robustissima Arenberg, dedicata proprio alle prove più difficili, fino alla Metron Disc dedicata alle cronometro e al triathlon, ci sono modelli per ogni tipologia. Per un approfondimento dei prodotti rimandiamo a questo articolo.

Ulteriori informazioni su: www.visiontechusa.com

Le misure del mozzo sono ottimizzate per dare massima rigidità alla ruota, anche in presenza di ciclisti pesanti.

Un dettaglio dell'aggancio dei raggi. Facili da montare, ma in caso di rottura rimangono in posizione senza creare pericoli.

I cuscinetti dei mozzi sono facili da sostituire, sono tutti della stessa dimensione. Diverso è solo quello del lato ruota libera del mozzo posteriore.

Due particolari del cerchio delle Arenberg

Una chicca: una variante cromatica del cerchio delle Trimax Carbon T50. Arriverà in commercio il prossimo anno.

Roberto Rinaldi alle prese con una ruota in alluminio e fibra di carbonio.