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Tour 2010 E se a decidere fosse un cambio

19 lug 2010

Su Cyclinside.com, solitamente, non leggete la cronaca delle corse. Ci sono altri siti per questo che sanno raccontarla per bene. Oggi, però, facciamo un’eccezione perché quello che è successo nella tappa che ha portato il Tour de France da Pamiers a Bagnères-de-Luchon, su e giù (ma neanche troppo) per i Pirenei ha visto come protagonista un cambio.
E visto che qualcuno ci ha già fatto qualche domanda al riguardo, prendiamo lo spunto per risponderne qui.

Tecnicamente quello che è successo a Schleck è stato semplicemente un cambio che ha “sgranato”. Ma come, a quel livello?
Sono cose che possono succedere, lo hanno detto i commentatori in tv, lo ribadiamo noi. Il lussemburghese, preso dalla foga dello scatto ha agito sul cambio posteriore senza allentare neanche per un attimo la spinta sui pedali.

I cambi moderni sono progettati (e collaudati) per funzionare anche in fase di trazione, tanto più un top di gamma come il modello utilizzato da Andy Schleck (Sram Red, per la cronaca), eppure l’imponderabile può avvenire. Una spinta mal eseguita sul comando, un’imprecisione dell’asfalto che fa sobbalzare il sistema proprio nel momento cruciale e la catena “salta” la presa per un attimo, rimane incastrata. La catena, in quel momento, si trovava sulla moltiplica più piccola, da 39 denti, e il bilanciere del cambio, nel sobbalzo, l’ha allentata eccessivamente. Col risultato che è caduta giù dalla moltiplica lasciando la maglia gialla senza trazione.

Nella sfortuna a Schleck è andata anche bene. In una situazione del genere la catena può saltare fuori dal bilanciere del cambio e incastrarsi. E se si continua a pedalare si trascina via assieme alla catena anche il cambio, strappandolo e portandosi via il supporto sul telaio. Per il corridore sarebbero stati altri secondi persi per aspettare la bici nuova, per un ciclista normale una bella spesa da sostenere.

Sfortuna insomma, ma anche una cambiata avventata. I corridori sanno bene che prima di agire sul cambio o sul deragliatore conviene allentare per un attimo la spinta sui pedali. Il nervosismo ha fatto il resto, e neppure ha aiutato Schleck il “dente di cane”, quel supporto che solitamente i professionisti montano sul piantone della bicicletta proprio per evitare che la catena possa cadere sulla scatola del movimento centrale in caso di problemi come questo.

Colpa del meccanico? Neanche. Un incidente di questo tipo non dipende dalla cattiva regolazione del cambio, né da un cattivo funzionamento (e quindi salviamo, anche, chi quel cambio l'ha progettato) ma solo dallo sfortunato convergere degli eventi. Anche perché una volta rimessa la catena a posto, il cambio ha continuato a funzionare bene. Molto probabilmente sarebbe capitato anche tenendo la catena un po’ più corta come ogni tanto qualche meccanico tende a fare per avere una maggiore trazione del bilanciere tendicatena quando si pedala su corona e pignoni piccoli (come nel caso di oggi).

L’unica cura, appunto, è un po’ di attenzione in più al momento della cambiata.

 



totale 2 commenti:

di: filippo

è quello che molti ciclisti "normali" non capiscono...

Sensibilità meccanica di: Piero Grassi

Considerazioni giustissime. Nessun ingranaggio è a prova di bomba. Il "bravo ciclista" deve avere quella naturale sensibilità e delicatezza di movimento che permette l'ottimale funzionamento della meccanica e assicura la lunga durata del mezzo.