Antidumping: il mercato europeo è salvo per altri 5 anni
Antidumping: il mercato europeo è salvo per altri 5 anni
05 gen 2012

Per il 2012 le aziende che fanno biciclette della Comunità Europea possono trarre un sospiro di sollievo. È stato deciso, infatti, di prorogare per altri cinque anni l’iniziativa antidumping nei confronti della Cina.
L’iniziativa è stata decisa a seguito degli studi effettuati che hanno portato l’Ancma a dire che: «Non ci sono dubbi che la Cina faccia dumping – spiega Moreno Fioravanti dell’Ancma – pensate che una mountain bike fatta, ad esempio, in Bangaldesh costa il 60-70 per cento in più rispetto ad un prodotto cinese. E certo in queste condizioni non c’è spazio per la concorrenza. Il governo cinese vuole portare a casa più industria possibile».
Si tratta, insomma, di un vero e proprio attacco nei confronti delle industrie europee che devono essere tutelate da chi governa il Vecchio Continente.
È stato sottolineato, pure, come tutti i paesi produttori di biciclette abbiano messo in atto un antidumping nei confronti della Cina (sulle biciclette complete e su alcuni componenti).
Interessante anche come lo studio della situazione abbia portato a giudicare positivamente questa azione anche da parte dei consumatori.
La normativa antidumping, infatti, fa bene all’industria ed è stato valutato che contribuisce anche ad evitare un eccessivo abbassamento della qualità (se il prezzo viene tirato al massimo è inevitabile che si cerchi di risparmiare ovunque).
«D’altra parte, abbiamo visto come l’utilizzo della bicicletta non sia legato alla possibilità di un acquisto il più economico possibile – continua Fioravanti – le statistiche ci dicono che l’uso della bicicletta non è incentivato dai prezzi più bassi, anzi: dove si vendono bici più economiche l’uso della bici è minore».
Senza dire che c’è anche un discorso ecologico da sottolineare: il trasporto di container dalla Cina è stato quantificato in anidride carbonica immessa nell’atmosfera.
«Importare 13 milioni di biciclette dalla Cina, significano 500 mila tonnellate di Co2 in più rispetto alla produzione europea» sottolineano ancora dall’Ancma.
Ovviamente, tutto rientra anche in un discorso più generale della convenienza di utilizzare la bici nelle esigenze quotidiane. Olanda e Francia già ncentivano le aziende che spingono i dipendenti ad andare al lavoro in bicicletta. La crescita della civiltà, in fondo, si misura anche da queste cose.






