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Metodo Tabata e allenamento in bicicletta - 17 ott 2011

Carlo - 17 ott 2011

Cari colleghi biciclisti
Navigando su internet , ho letto del metodo Tabata : possibile che 4 minuti striminziti diano tanti benefici come v02 e come soglia anaerobica ?

Gradirei la vostra opinione
Carlo


Salve Carlo,
ho girato la domanda a Francesca Rotondi. Ecco la sua risposta:

"Il metodo Tabata si basa su regole fisiologiche note da molto tempo. Quella fondamentale è che, dopo un esercizio intenso, il corpo continua a bruciare molte calorie per circa due, tre ore, perché il metabolismo rimane elevato. Bisogna subito dire che questo in bici accade praticamente sempre perché basta un tratto in salita o controvento per innescare i meccanismi anaerobici e rendere l'esercizio "intenso".
Può essere un metodo di allenamento valido, però, solo quando esistono delle solide basi aerobiche e solo per raggiungere determinati obiettivi che non possono essere assolutamente quelli di un ciclista o di un biker. Infatti, questo metodo non sviluppa due qualità fondamentali per il ciclismo: la forza resistente e la resistenza prolungata. Anche se migliora il VO2max, bisogna tenere presente che questo garantisce, stimolato con questo sistema, solo prestazioni molto
brevi, comunque insufficienti a sostenere una gara di cross country e men che meno una granfondo o una cronometro. La cosa importante da
sapere del metodo Tabata è che i ciclisti inconsapevolmente lo applicano da sempre (come spiegavo sopra), soprattutto ogni volta che gareggiano. Ecco perché è molto importante nel ciclismo avere una continuità agonistica per la durata dell'intera stagione. E questo spiega anche perchè, questa strategia attuale di "prepararsi" e poi correre con discontuità nella stagione ha portato ad  una discontinuità dei risultati (tolte poche eccezioni) che è sotto gli occhi di tutti. Per lo stesso motivo è molto facile entrare in forma (anche a livello di peso) quando si gareggia spesso."

Nell'immagine il prof Tabata (dal sito www.ritsumei.ac.jp)