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Aprire un negozio di bici - 20100824

Mauro da Trieste - 24 ago 2010

Ti scrivo perchè da tempo mi balena l'idea di aprire un negozio di biciclette nella mia città (Trieste). La concorrenza non è altissima, i pochi rimasti lavorano male, non ci sono grandi marchi a disposizione, insomma manca proprio un punto di riferimento per gli amanti delle due ruote. Non parlo solo di specialissime ma anche di bici da bambino, ibride ecc con un pò di abbigliamento e accessori di vario tipo.
A chi potrei rivolgermi per avere delle prime informazioni su costi di apertura minimi senza esagerare all'inizio? Pensi che si possa stare sotto i 100k € iniziali?
So di chiedere molto ma tentar non nuoce......grazie

Mauro


Salve Mauro,
il punto di forza di un negozio di biciclette deve essere l'officina. Dà al cliente la sicurezza di pedalare su una bici sempre in ordine e per questo si è disposti anche a spendere qualcosa di più. Certo, il discorso sarebbe lungo. L'officina dovrebbe far guadagnare parecchio ma poi, chi acquista una bicicletta da migliaia di euro, pretende di pagare poco (o per niente) le piccole manutenzioni. Se da una parte questo è condivisibile, dall'altra significa comunque dedicare del tempo, da parte del negozio, che non è giusto che non sia retribuito (se acquisti un'auto anche di altissimo livello gli interventi meccanici si pagano eccome). Ma la cultura ciclistica è diversa. Tanto che conosco negozianti che confessano tranquillamente di guadagnare di più con riparazioni di bici di bassa gamma che non con le specialissime.
Inoltre con le bici di bassa gamma i pezzi di ricambio possono avere dei margini di guadagno maggiore (in proporzione ai soldi movimentati) per il negozio.
La lotta dei prezzi che tira inesorabilmente al ribasso (tra siti internet che fanno prezzi stracciati e qualche negoziante un po' più "temerario") rischia di mettere in condizioni di muovere tanti soldi per guadagni esigui.
Ma questo è un po' un "marcio" che c'è nel mercato. La componentistica, ad esempio, si può acquistare facilmente per vie "parallele". Che non significa che si tratti di materiale di dubbia provenienza, ma semplicemente che a volte, neanche troppo raramente, vengono immessi sul mercato componenti destinati al primo montaggio che le case produttrici, ovviamente, danno ai costruttori a prezzi ben diversi di quanto facciano con i negozi. D'altra parte ognuno guarda ai suoi interessi (soprattutto in periodi difficili).
Non più facile è il discorso riguardante i grandi marchi di bici. Spesso questi richiedono da parte dei negozianti dei programmi di vendita piuttosto importanti. E acquistare tante biciclette per chi è in partenza con un'attività può rivelarsi difficile per l'investimento iniziale e per la necessità di rispettare il programma. Se accetti un contratto che prevede l'acquisto di 50 biciclette e poi ne vendi meno di dieci cosa te ne fai delle altre? In più con il mercato che si evolve con la conseguenza di trovarti presto in negozio modelli vecchi da svendere a prezzi stracciati (e quindi tanto lavoro e poco guadagno).
Anche per questo il mercato ne paga le conseguenze. Chi è affannato nella vendita rischia di buttare giù i prezzi innescando una concorrenza che sarà sicuramente gradita all'acquirente finale ma abbassa clamorosamente i margini per il negozio. E siamo un'altra volta a guadagnare poco a fronte dell'investimento effettuato. È anche per questo motivo che parecchi negozianti si rifugiano in marche meno conosciute, oppure marchiano direttamente loro dei telai presi da importatori che li prendono direttamente dai produttori orientali. Il margine è decisamente migliore ma certo manca il nome importante.

Quanto detto sono solo alcune riflessioni che potrebbero essere approfondite in diverse direzioni, ma tanto per farti un'idea.
Ovviamente, prima di fare investimenti devi sentire direttamente i costruttori e vedere cosa ti propongono. La possibilità di un punto vendita in una zona "pulita" dovrebbe essere comunque una prospettiva allettante per loro (e quindi potrebbero dare un aiuto in più rispetto ad altre situazioni). Ai primi di settembre c'è l'Eurobike in Germania, se riuscissi a farci un salto avresti modo di parlare direttamente con tanti marchi importanti e vedere cosa ti dicono. Altrimenti a metà settembre c'è l'Expobici a Padova che pure vanta una discreta partecipazione (verifica sul sito quali marchi ti interessano e vedi se sono presenti).

Altrimenti un'altra soluzione potrebbe essere di appoggiarsi ad un negozio già esistente sfruttandone la rete di contatti per aprire la nuova attività. Ovviamente ci dev'essere molta fiducia da entrambe le parti. Anche qui informarsi un po' non costa nulla.

Tornando al discorso iniziale, comunque, le basi solide di un negozio sono rappresentate proprio dall'officina, per cui partirei dal cercare un meccanico davvero in gamba. Fa la differenza tra il semplice commerciante e l'artigiano prezioso.
Se leggi nelle Domande e Risposte su Cyclinside.com torvi parecchie lettere di ciclisti che si trovano in difficoltà con il proprio meccanico e sono ben disposti a pagare anche qualcosa di più a fronte di un lavoro ben fatto. E trovi anche di errori clamorosi da parte di meccanici che hanno perso almeno quel cliente. Tra i ciclisti poi c'è il passaparola che vale più di una pubblicità. E se lavori bene la voce poi si sparge...

Spero di averti dato qualche spunto...

 



totale 1 commenti:

La passione fa la differenza di: Simone

Ci terrei ad aggiungere che se un negozio mette a disposizione anche la passione e la competenza, allora i risultati non tarderanno ad arrivare. I primi 2-3 anni di attività sono quelli più difficili, dove devi mettere in conto anche introiti bassissimi. Ti serve un meccanico bravo e preciso: come ti è già stato detto, una figura del genere può rendere \\\"famoso\\\" il negozio. Con le manutenzioni e le riparazioni si riescono a fare numeri interessanti. In bocca al lupo per la tua futura attività.